Cultura e creatività sono risorse importanti per l’economia e contribuiscono direttamente all’occupazione, alla crescita e al commercio estero (basti pensare che i settori culturali e creativi del vecchio continente rappresentano il 4,5% del PIL europeo). Ecco perché la nuova Agenda europea per la cultura – adottata il 22 maggio dalla Commissione europea – dedica una parte importante all’aspetto economico. A partire dalle industrie culturali e creative che, si legge nel documento, “hanno bisogno di condizioni favorevoli come un ambiente normativo che premia la creazione, un migliore accesso ai finanziamenti, opportunità di crescita e internazionalizzazione, un’offerta di competenze specifiche”.

Cultura, arte, creatività e industrie creative sono interdipendenti: la combinazione di conoscenze contribuisce a generare soluzioni innovative, tra cui tecnologie dell’informazione e della comunicazione, turismo, produzione, servizi. Per “attingere” a questo potere di trasformazione, la Commissione propone di concentrarsi su tre “ecosistemi” specifici: istruzione e formazione, città e regioni, e industrie culturali e creative. “L’accesso ai finanziamenti rimane una grande sfida per un settore a stragrande maggioranza composto da PMI e micro-imprese – si legge nell’Agenda per la cultura -. Il Fondo di garanzia per le imprese, disponibile nell’ambito di Europa Creativa, ha avuto un inizio promettente e sarà rafforzato. Altri strumenti continueranno a essere sostenuti come il crowdfunding, i finanziamenti privati e le partnership pubblico-privato”.

LE AZIONI IN CAMPO

Nello specifico la Commissione: sosterrà la fase di convalida del progetto “Teaching, assessing and learning creative and critical thinking skills in education” dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, al fine di includere un modulo di creatività nel programma International Student Assessment 2021 ed esplorare le possibilità di lavori simili nell’istruzione superiore e nella formazione (2018). Promuoverà la musica e le arti nell’istruzione e nella formazione, anche come tema prioritario in Erasmus + (2019), e lo sviluppo di moduli interdisciplinari orientati alla creatività negli istituti di istruzione superiore, combinando arti, tecnologie dell’informazione e della comunicazione, competenze imprenditoriali (2018). Continuerà a sostenere le regioni che attuano strategie macro-regionali incentrate sulla cultura e promuoverà il turismo culturale sostenibile attraverso un’iniziativa nell’Anno europeo. Sosterrà le partnership tra professionisti, industrie culturali e incubatori europei per l’innovazione. Realizzerà un progetto pilota che promuova partenariati più forti tra settori culturali e creativi e autorità locali (2018).

E ancora: analizzerà la possibilità di inserire il tema delle imprese creative e del patrimonio culturale nella rete delle Comunità della conoscenza e dell’innovazione, istituite nell’ambito dell’Istituto europeo di innovazione e tecnologia (2019). Garantirà un dialogo regolare con i settori culturali e creativi nell’ambito della strategia di politica industriale rinnovata, per identificarne i bisogni e sostenere un quadro politico globale a livello dell’UE. Garantirà un dialogo regolare con il settore musicale ed eseguirà l’Azione preparatoria “Music Moves Europe”. Rafforzerà il dialogo con l’industria audiovisiva europea, anche attraverso gli eventi del Forum europeo del cinema (2018). Sosterrà gli Stati membri nell’assicurare un’equa remunerazione per artisti attraverso dialoghi generali e settoriali, in linea con la strategia per il mercato unico digitale (2019). La Commissione, infine, invita gli Stati membri a impegnarsi per migliorare le condizioni socio-economiche degli artisti e per promuovere l’istruzione e la formazione artistica nell’ambito del prossimo piano di lavoro.

Per approfondimenti:

La nuova agenda europea per la cultura

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