Casale Cedrati romaDomenica 27 maggio, giornata di mobilitazione con i cittadini, le associazioni e tutti gli amanti di Villa Pamphilj per chiedere con forza la riapertura del Casale dei Cedrati, luogo di arte, natura, cultura e socialità nel cuore della villa, aperto alla fine del 2015 attraverso un bando pubblico e chiuso da oltre due anni. Una giornata di impegno e di festa perché Roma recuperi un luogo di cultura e di attività, un parco più vivibile e ben tenuto. È quello che chiedono i gestori del Casale dei Cedrati che oggi vogliono “riaprire il Casale e il Giardino e restituirli al quartiere e alla città. E lo vogliamo fare insieme al Comune e alla Sovrintendenza comunale seguendo regole certe e condivise”.

Tuttavia, sono passati due anni e tre mesi dalla chiusura e dallo sgombero degli spazi, 1 anno dalla sentenza definitiva del Tar che ha restituito la concessione e 8 mesi dal dissequestro dell’edificio. “Ma le istituzioni tacciono da mesi. Incuria, abbandono, vandalismo e furti hanno fatto ripiombare il Casale e una parte importante della villa in uno stato di degrado che è sotto gli occhi di tutti. Già da tempo ci sono le condizioni per riaprire. Nonostante il grave danno che abbiamo subito con questa surreale vicenda, siamo pronti a reinvestire risorse e lavoro. E con noi ci sono migliaia di cittadini, privati da più di due anni di uno spazio pubblico bello, risanato e fruibile. Due anni fa migliaia di cittadini hanno firmato la nostra petizione su Change.org”.

UNA STORIA DI NUMERI

  • 2001. Con i fondi del Giubileo 2000 il Casale dei Cedrati viene restaurato dalla Sovrintendenza Capitolina ma mai aperto al pubblico e lasciato in abbandono fino al 2013.
  • 2013. Il Comune decide di mettere a reddito e valorizzare alcuni casali a Villa Pamphilj concedendoli in affitto per 6 anni attraverso una gara pubblica rivolta ad associazioni culturali no-profit e cooperative per attività culturali. Un gruppo di donne di Monteverde insieme alla Cooperativa CoopCulture vince il primo bando pubblico.
  • 2014. Casale dei Cedrati firma con la Sovrintendenza Capitolina il contratto di concessione a titolo oneroso (2000 euro al mese) per farne uno spazio per attività culturali destinate alla pubblica fruizione con servizi di punto ristoro e bookshop.
  • dicembre 2015. Dopo più di un anno di incessanti riunioni, richieste di documentazione, incontri, ritardi, Casale riesce ad ottenere tutte le autorizzazioni necessarie delle Sovrintendenze per avviare il recupero e a luglio avvia i lavori. Viene anche adottato l’adiacente Giardino dei Cedrati investendo nel suo recupero 30.000 euro. Il 3 dicembre l’ultimo sopralluogo della Soprintendenza Capitolina da l’approvazione per l’apertura, il 5 dicembre.
  • febbraio 2016. Dopo 2 mesi di attività, laboratori, mostre, residenze artistiche, l’apertura di una libreria e del punto ristoro, 2 ispezioni della polizia municipale alle 8.00 del mattino fanno scattare i sigilli all’intera struttura e al Giardino dei Cedrati. L’accusa è abuso edilizio. La Sovrintendenza prende atto e revoca la concessione.
  • maggio 2017 Il Tar del Lazio ci restituisce la concessione: i presunti abusi risultano inesistenti o quanto meno irrilevanti, l’uso dell’edificio era appropriato, l’amministrazione è stata “incoerente ed illogica”. Il Comune di Roma rinuncia a presentare ricorso.

    ottobre 2017 Il tribunale autorizza il dissequestro. La Sovrintendenza non risponde alla richieste di condivisione della procedura per la riapertura del Casale e ad oggi il Casale resta chiuso.

AL CASALE HANNO LAVORATO:

  • 7 donne impegnate nella vita della propria città
  • 2 Cooperative di primo piano in Italia nella gestione e valorizzazione dei beni culturali
  • Più di 20 associazioni culturali, sportive, sociali che lavorano a Roma e in Italia
  • 14 giovani assunti che grazie alla chiusura forzata hanno perso il lavoro
  • Un investimento di € 300.000,00

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