Mezzogiorno - Nola festa dei gigliValorizzare il vasto panorama storico-artistico italiano che trova difficoltà ad emergere rispetto ai percorsi culturali tradizionali. Questa la finalità della proposta di legge presentata alla Camera dal deputato di Forza Italia Paolo Russo che punta a tutelare i beni culturali “esistenti nei comuni capoluoghi di provincia, già capitali di Stato, e dei centri d’arte nel Mezzogiorno d’Italia”. Alcuni capoluoghi di provincia, mette in guardia Russo, “se non si interviene sollecitamente, rischiano di essere ridotti a una monotona vita provinciale, lasciando, così, in stato di abbandono innumerevoli tesori artistici, librari e archivistici, che costituiscono la più autentica ricchezza del nostro Paese”. Anzi, “paradossalmente, la maggiore autonomia data alle regioni rischia di annegare definitivamente tali città in un anonimato senza prospettive future”. Diventa quindi, “urgente una legge che – sottolinea il deputato azzurro – intervenga a riconoscere i valori peculiari di queste città, evitando la loro riduzione a centri minori, nell’ambito delle rispettive regioni di appartenenza, iniziando così una politica culturale a vasto raggio che si estenda poi ad altri comuni, anche non capoluoghi di provincia, che abbiano avuto ruoli storici in campo civile o religioso”.

GLI OBIETTIVI DELLA PROPOSTA

Intervistato da AgCult, Russo precisa l’obiettivo della sua proposta: “Bisogna valorizzare, conservare e tutelare quella straordinaria quantità di beni culturali che necessitano di particolare attenzione. Partendo dai centri d’arte nel Mezzogiorno e coinvolgendo anche quei comuni e quelle città che sono insigniti per beni materiali o immateriali del sigillo dell’Unesco”. Ad esempio, osserva il deputato FI, “nella mia terra, la Campania, tutto è concentrato sull’asse Reggia di Caserta-Napoli città-Pompei. Ma esistono anche altre province, ricchissime di arte e luoghi di storia. Allora ho provato a rielaborare un percorso che facesse emergere l’Italia sconosciuta prevalentemente del Mezzogiorno: penso a Matera, ai trulli di Alberobello, all’acquedotto carolino di Caserta, a tutta la Costiera amalfitana, alla festa dei Gigli di Nola, alla Varia di Palmi. Sono prevalentemente siti di provincia, non sono i soliti luoghi centrali attrattivi”.

DESTINARE IL 10% DELL’8XMILLE

Per salvaguardare e valorizzare i centri d’arte nel Meridione e i comuni insigniti per beni materiali o immateriali del sigillo dell’Unesco, Russo propone che venga destinata una quota non inferiore al dieci per cento del gettito dell’otto per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche a diretta gestione statale. “Ovviamente spetterà al ministero dell’Economia disciplinare i criteri e le modalità di accesso alle risorse -puntualizza il deputato forzista -. Risorse che non vengono tolte allo Stato ma sono destinate alla difesa di un patrimonio culturale strepitoso”. Russo ricorda i numerosi e prestigiosi musei, biblioteche e archivi statali di questi comuni “periferici” che rischiano di depauperarsi e disperdersi proprio perché collocati fuori dai tradizionali circuiti culturali delle grandi città. Serve, invece, evidenzia l’esponente FI, “un sistema di rete e convenzioni tra questi comuni, il Mibact, il Miur e le istituzioni pubbliche” che favorisca la tutela, il censimento, la catalogazione e la conservazione dei beni artistici, librari e archivistici. Nello stesso tempo vanno istituiti, anche in collaborazione con le università più vicine ai medesimi comuni, corsi di laurea triennale in archivistica e diplomatica, in biblioteconomia e in conservazione dei beni culturali. Così come, aggiunge Russo, “non vanno dimenticati i tanti teatri di provincia che se non vengono sostenuti rischiano di trasformarsi in supermercati”.

IL MERIDIONE E LA LEGA

Con la Lega al governo una proposta di legge così “meridionalista” non crede abbia poche possibilità di essere approvata? “Lo escludo – risponde Russo -. Perché se il Carroccio vuole essere un partito nazionale deve avere la sensibilità e la capacità di cogliere ancor di più queste opportunità che danno speranza e fiato al Mezzogiorno”.

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