Dalla nostra inviata a Bruxelles – “C’è la necessità di trovare un nuovo modo di raccontare l’Europa attraverso la cultura e l’istruzione”. Così Luca Jahier, in occasione delle commemorazioni del 60esimo anniversario del Comitato economico e sociale europeo che presiede, ricorda una delle priorità politiche del suo programma. Cultura e istruzione ma anche mobilità e scambi interculturali per “ampliare il senso di appartenenza. Forte è il bisogno di fare in modo che a tutti i cittadini europei sia offerta la comprensione dell’importanza del nostro patrimonio culturale. Dovremmo puntare in questa direzione, costruttivamente e senza paura”, ha detto Jahier, alla guida del Cese da poco più di un mese.

Un discorso incentrato sul futuro dell’Europa guardando al passato, quello di Jahier. Perché è impossibile guardare al futuro e cercare di consolidare i risultati raggiunti finora senza ricordare e guardare agli eventi del passato. Il neo presidente del Cese ricorda gli orrori della II guerra mondiale e afferma: “Dimostriamo che non abbiamo dimenticato la lezione del passato. Dobbiamo rinforzare i valori dell’Unione: il senso della democrazia, il ruolo della legge e dei diritti fondamentali e la libertà non sono negoziabili”.

E proprio in questo senso è importante celebrare oggi il ruolo del Comitato economico e sociale Europeo, “la casa della società civile europea”. Il Cese rappresenta infatti il “vero spirito della comunità europea”, nato per enfatizzare il ruolo del dibattito, delle consultazioni e del compromesso tra gli stati. È “la voce della società civile organizzata e assiste le istituzioni europee nel loro lavoro. Lavoreremo – continua il presidente Jahier – per supportare le istituzioni nello sviluppo del progetto europeo. Lavoreremo per un futuro sostenibile. Noi siamo i veri protagonisti del nostro futuro”. “Gli anniversari sono un modo per celebrare i successi raggiunti e per gioirne insieme” e, in questo contesto, seppure è impossibile dimenticare il ruolo delle nuove tecnologie, “il dibattito rimane il miglior strumento per lo sviluppo della nostra democrazia. Semplicemente perché è il miglior modo di capire, scambiare e scoprire idee innovative”.

IL FUTURO DELL’EUROPA PASSA PER LA CULTURA

E cercando di immaginare il futuro del patrimonio culturale, Luca Jahier dichiara ad Agcult che “ci sono grandi opportunità. Alcuni governi, come quello uscente italiano, e quello tedesco hanno deciso di puntare sulla cultura. La settimana scorsa, quest’ultimo ha infatti raddoppiato i finanziamenti per la cultura”. Questo perché – continua il Presidente Jahier – si è capito che la cultura è leva di crescita, di occupazione, di riconversione dei territori e di buona energia per la società”. Augurandosi che tanti governi seguano questo esempio, plaude all’investimento culturale europeo per il prossimo settennio. “La cultura, il progetto Erasmus, l’investimento sulle industrie creative sono stati i soli a vedere il bilancio incrementato. Questo è un forte segnale di consapevolezza e convinzione”.

LA PAROLA AI GIOVANI “AMBASCIATORI” DI “YOUR EUROPE, YOUR SAY”

Nel corso della commemorazione, sono intervenuti anche tre giovani ragazzi che hanno preso parte a “Your Europe, You Say!”, nel marzo scorso. Proprio per rimarcare l’importanza della società civile e della cultura e le parole di Luca Jahier “abbiamo bisogno dei nostri giovani”. L’iniziativa, promossa dal Comitato economico e sociale europeo dal 2010, ha portato a Bruxelles 100 studenti da 33 scuole per riflettere su come meglio tutelare e promuovere il nostro patrimonio comune. Durante l’incontro, si era discusso del ruolo della cultura per il nostro presente e per il nostro futuro.

Nel ricordare l’esperienza, i ragazzi mostrano la loro emozione ringraziando i membri del Comitato per la grande opportunità loro offerta. “L’Europa non è solo un riferimento geografico”, riferisce una dei tre ragazzi intervenuti, “più che portoghese, mi sento europea e credo che solamente la condivisione di valori e idee – così com’è successo durante “Your Europe, Your Say!” – possa aiutare a promuovere e preservare il nostro grande patrimonio culturale”.

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