Carabinieri e commerceNel 2017 sono diminuiti i furti di beni culturali (da 449 a 419), così come gli oggetti trafugati (da 7.089 a 6.255), mentre sono cresciuti i falsi sequestrati: da 799 a 1571. Senza contare, in questo dato statistico, il sequestro, in un’unica operazione di 42.283 serigrafie contraffatte. Sono alcuni dei numeri presenti nel report dell’attività operativa 2017 dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio culturale.

CALANO I FURTI E MENO OGGETTI TRAFUGATI

Il 2017, si legge nel rapporto, conferma il trend, iniziato nel 2011, di progressiva riduzione del numero dei furti riguardanti i beni culturali. Se, in termini assoluti, le Regioni più colpite sono state Toscana, Lombardia e Lazio, comparando il dato 2017 con quello 2016 per ciascuna area geografica, si rileva:
– un sensibile incremento dei furti di beni culturali in Lombardia e Puglia;
– una netta diminuzione degli stessi reati in Piemonte e Marche.

Alla flessione generale del fenomeno corrisponde anche un decremento del totale degli oggetti asportati (-11,7%). Tra questi, i beni librari risultano quelli maggiormente soggetti alle aggressioni criminali: 1.337 (nei 10 eventi di furto segnalati) sui 6.225 beni culturali complessivamente rubati.

DOVE SI SONO COMMESSI I REATI?

Meno furti in archivi pubblici/privati/ecclesiastici (-40%); biblioteche pubbliche/private ecclesiastiche (-28,5%); luoghi di culto (-15,3%); luoghi privati (-13,6%). Un aumento invece per musei/pinacoteche (+15%); luoghi espositivi pubblici/privati (+32,8%). Anche nel 2017, così come rilevato nel biennio 2015 – 2016, il numero di furti in danno dei luoghi di culto, seppur in diminuzione, è stato numericamente maggiore rispetto a quelli perpetrati nelle altre realtà culturali: sono 182, infatti, gli eventi denunciati sui 419 furti totali. “L’impegno che questo Comando ha posto in essere per contrastare la sottrazione di beni culturali emerge, anche se solo in parte, dai brillanti risultati ottenuti grazie all’attività repressiva: 48 persone denunciate per il reato di furto e 510 per quello di ricettazione; 9 in stato di arresto; 1 applicazione della misura cuatelare dell’obbligo di dimora”.

I BENI RECUPERATI

Le attività di polizia giudiziaria, in sintesi, hanno consentito di: – recuperare:
– 54.620 beni, per un valore complessivo stimato in € 54.310.563, di cui: 7.606 beni antiquariali, archivistici e librari;
– 47.014 reperti (di cui 887 paleontologici e 28.352 di numismatica archeologica) provenienti da scavi clandestini;
– 43.853 opere d’arte contraffatte (43.814 del settore contemporaneo; 26 del settore archeologico-paleontologico; 13 di quello antiquariale, archivistico e librario), per un valore, qualora immesse sul mercato quali autentiche, valutato in € 218.715.350;
– perseguire 5 associazioni per delinquere (2 operanti nel settore dell’archeologia, 2 nell’ambito della contraffazione e 1 nell’antiquariato) costituite, complessivamente, da 33 persone;
– denunciare 806 persone e arrestarne 9; – eseguire 532 perquisizioni;
– contestare 35 sanzioni amministrative.

PARRULLI: “SENSIBILIZZARE ALLA TUTELA I CITTADINI, SOPRATTUTTO I GIOVANI”

“L’attività preventiva nei siti Unesco, nelle aree archeologiche, paesaggistiche e nelle località culturali a più alta affluenza turistica – è il commento del generale Fabrizio Parrulli, comandante dei Carabinieri per la Tutela del patrimonio culturale – continua ad essere una priorità d’intervento per il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, in sinergia con l’Organizzazione Territoriale e gli altri comparti di Specialità dell’Arma dei Carabinieri e, dal 2017, con il Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri che accoglie le potenzialità operative e competenze dell’ex Corpo Forestale dello Stato”.

“Il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale – spiega Parrulli – ha sempre concepito la protezione dei beni culturali non come una sua esclusiva prerogativa, ritenendo che la sola possibilità per un’efficace, consapevole e duratura protezione del patrimonio culturale sia la diffusione della tutela stessa at- traverso il coinvolgimento e la sensibilizzazione di tutti i cittadini e, in particolare delle generazioni più giovani. In tale ottica, è stato dato particolare impulso agli interventi presso Istituti scolastici e Università, alle visite didattiche presso le sedi TPC, alle conferenze e alle mostre dei beni d’arte recuperati da questo Comando, in Italia e all’estero.

Quanto realizzato non sarebbe stato possibile senza la perfetta sinergia e la costante collaborazione della Magistratura, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo con le sue articolazioni sul territorio, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dell’Avvocatura dello Stato e del Servizio della Cooperazione Internazionale di Polizia, a cui va il mio sentito ringraziamento e quello di tutti i militari del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale”.

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