Anna Ascani Flavia Piccoli Nardelli diritto d'autore Pd FaroNel contratto di governo Lega-M5S “si dedicano alla cultura 35 righe piene di retorica ma purtroppo vuote di proposte, e prive di riferimenti al mondo dell’impresa culturale e creativa. I partiti che si accingono a comporre la maggioranza di governo hanno inoltre fatto bandiera dell’intento di smantellare le riforme prodotte dal Pd: spero sinceramente che non si torni ai tempi in cui si diceva che ‘con la cultura non si mangia’”. Questo l’auspicio espresso da Anna Ascani, responsabile Cultura del Pd e componente della VII commissione della Camera nella passata legislatura, in un messaggio inviato all’incontro “Tre obiettivi per l’agenda culturale del nuovo Parlamento” che si è tenuto a Milano in occasione di ArtLab 2018.

“Abbiamo bisogno – spiega – di proseguire un cammino che, dopo anni di tagli sconsiderati, ha giustamente rimesso al centro la cultura: interromperlo ora significherebbe fare un danno enorme al paese. Un danno che dal punto di vista sociale, economico e naturalmente culturale l’Italia non può permettersi. Per questo da parlamentare che si collocherà all’opposizione sono pronta a dare concretamente una mano, insieme ai miei colleghi, a chi nel governo vorrà lavorare nella direzione indicata dal Manifesto Cae, che ho convintamente sottoscritto e che continuerò a sostenere”.

L’incontro è stato infatti l’occasione di presentare la campagna europea di Cae che propone di destinare alla cultura l’1 per cento del Pil di qualsiasi programma comunitario e di raddoppiare il budget culturale dell’Unione europea. Presenti, tra gli altri, la deputata Flavia Piccoli Nardelli (Pd), il senatore Roberto Rampi (Pd), la presidente di CoopCulture Giovanna Barni e Cristina Da Milano, di Cae.

Ascani nel suo messaggio ricorda che “in questi anni, non semplici dal punto di vista finanziario, si è scelto di incrementare di 1 miliardo il bilancio del Mibact e si sono realizzati interventi legislativi che l’Italia aspettava da lungo tempo: dalla legge sullo spettacolo dal vivo, alla riorganizzazione del sistema dei musei, alla legge sul cinema, al supporto alle librerie, etc. Oltre ai settori ‘classici’ della produzione culturale, si è finalmente dedicata la dovuta attenzione a chi produce ricchezza a 360 gradi tramite creatività e innovazione”.

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