Franceschini lascia Mibact“Chiuso anche l’ultimo scatolone. Tutto pronto per chi arriverà a guidare il ministero economico più importante del Paese”. Il ministro dei Beni culturali e del Turismo Dario Franceschini affida a twitter l’ultimo scatto fotografico prima di lasciare la sede del Ministero a Via del Collegio Romano. Una foto con “l’ultimo” scatolone in mano. E chiude la sua esperienza al Mibact come l’aveva iniziata: ribadendo l’importanza del suo dicastero, “il ministero economico più importante del Paese”. Circa dieci giorni fa Franceschini, salutando i dipendenti del MiBACT nella Sala Spadolini del Collegio Romano, aveva ricordato l’incontro con Barack Obama, uno dei primi del suo mandato: “Quando lo ho accolto in occasione della sua visita al Colosseo a pochi giorni dal mio insediamento presentandomi come il Ministro della cultura e del turismo – ricordava Franceschini -, ha gridato più volte ai suoi collaboratori che non esiste al mondo mestiere più bello. Ed è vero. Mi sono appassionato e divertito quanto mai”.

“Avevo sofferto a lungo la marginalità a cui era stato relegato il ministero, volevo mettere a disposizione un po’ di esperienza politica e parlamentare – ha aggiunto Franceschini nel corso dei saluti al ministero – e sostenere di essermi sentito chiamato a guidare il ministero economico più importante del paese è servito a convincere i decisori a una possibilità di confronto che ha permesso di iniziare la storia di riscatto che in questi anni ho costruito insieme a voi”. “Non siamo sempre stati d’accordo su tutto – ha detto Franceschini ai molti dirigenti e direttori dei musei autonomi presenti al saluto – ma nel complesso abbiamo innestato tanti cambiamenti, dalla riforma del ministero alla legge sul cinema, dall’art bonus alla legge sullo spettacolo dal vivo. Un processo di cambiamento come questo può contenere scelte giuste e sbagliate, ma il bilancio generale è che si è ricostruita una centralità del settore resa possibile da un lavoro collettivo, una missione di squadra che non sarebbe stata possibile senza le vostre straordinarie professionalità”. Infine l’appello: “Chiedo a me e a tutti voi – ha concluso il Ministro – di impegnarci affinché non si torni indietro. I governi si alternano, ma l’Italia resta l’Italia e cultura e turismo rimangono il settore principale su cui investire”.

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