Dalla nostra inviata a Bruxelles – Due giornate intense di lavori quelle del 24 e 25 maggio al Comitato Economico e Sociale Europeo a Bruxelles. L’evento Civil Society Days, organizzato dal Comitato, ha richiamato la società civile organizzata a discutere sui temi della cittadinanza, democrazia e cultura in un’Europa sempre più digitalizzata.

Al termine dei lavori una importante raccomandazione, in ambito culturale, che verrà portata all’attenzione dei decisori politici: costruire sinergie tra il settore dell’istruzione e della cultura sul tema dell’espressione culturale e della cittadinanza attraverso tutti gli strumenti educativi e in una prospettiva di formazione continua.

Un’”Europa al lavoro” in un contesto – quello del mondo digitale – dove “c’è un rischio ma anche un forte potenziale”. Queste le parole di apertura dell’evento pronunciate da Conny Reuter, vice Presidente del Gruppo di collegamento del Cese. E proprio parlando di rischi e potenziale del digitale, si sono aperti i Civil Society Days.

Nei loro interventi di apertura, i relatori hanno evidenziato le grandi opportunità che si aprono in un mondo digitale. Un contesto in cui, però, c’è ancora molto da fare. Lavorare all’abbattimento delle barriere, che potrebbero accentuarsi nell’era digitale, è una delle sfide che emerge come più urgente agli occhi del Cese. E “per la prima volta, un’organizzazione della società civile mette insieme le forze per una riflessione di questo tipo. – sottolinea Luca Jahier, alla guida del Cese da poco più di un mese – La democrazia può usare gli strumenti del digitale ma una democrazia non può fondarsi solo sui sondaggi. Gli strumenti digitali devono portare anche alla costruzione di soluzioni”.

Le due giornate sono state un’occasione per quell’ “Europa al lavoro” che il Cese rappresenta di discutere sul tema scelto per quest’anno. I lavori sono stati organizzati in forma di seminari – sei in totale – nei quali diversi sottogruppi hanno lavorato a singole specifiche tematiche portando nella sessione finale tre raccomandazioni ciascuno.

LE SFIDE DEL FUTURO E IL PATRIMONIO CULTURALE CONDIVISO

Nel contesto di un’Europa digitalizzata, solamente con un forte spirito di condivisione del patrimonio storico culturale, la società civile sarà in grado di rapportarsi con le sfide del futuro. Fondamentale sarà puntare sull’istruzione per la diversità di quelle realtà che contribuiscono a formare l’identità europea. Il mondo scolastico costituisce certamente il primo step per il raggiungimento di questo traguardo ma c’è ancora molto da lavorare al di fuori di questo contesto. Gli strumenti digitali intervengono in nostro aiuto per favorire la conoscenza, per aprire le nostre menti al “diverso” e stimolare la nostra curiosità.

Così la società civile ha risposto agli interrogativi degli esperti, durante il seminario “Cultura e istruzione: una sinergia per l’identità europea” – uno dei sei in programma nei due giorni di lavoro dei Civil Society Days. Istruzione e cultura al centro del dibattito. Due aspetti guida nello stimolare il sentimento di appartenenza alla comunità europea ma che ad oggi sono ancora poco riconosciuti come tali.

Istruzione, cultura, patrimonio e comprensione interculturale contribuiscono, è innegabile, a definire le società europee nel mondo digitale. Ancora molte, però, le questioni da affrontare in merito ai diritti universali di accesso all’istruzione, alla cultura e alla diversità culturale. In questo ambito, la cultura è certamente il fattore che unisce soprattutto considerando le nuove minacce che si affacciano nel panorama generale.

Nell’ambito del dibattito, fondamentale è stato anche ricordare il ruolo della strategia “Digital4Culture”. Una strategia inserita nella nuova Agenda europea per la cultura, approvata il 22 maggio scorso dalla Commissione europea. Tre i pilastri della strategia: assicurare un accesso più ampio e democratico alle nuove tecnologie, accrescere l’attrattività del patrimonio culturale e premiare le eccellenze con il #Digital4Culture Award.

QUALI PROSPETTIVE PER IL FUTURO?

Costruire sinergie tra il settore dell’istruzione e della cultura sul tema dell’espressione culturale e della cittadinanza attraverso tutti gli strumenti educativi e in una prospettiva di formazione continua. Questa, come detto, la raccomandazione che verrà portata all’attenzione dei decisori politici, per quanto riguarda il settore culturale.

Non rimarranno di certo inascoltate le altre due raccomandazioni che sono state prodotte dal seminario. La prima: fare in modo che la società civile organizzata abbia il giusto spazio. Essa, infatti, può svolgere un ruolo chiave nell’assicurare la pluralità di voci nei processi democratici. È poi necessario, secondo i partecipanti, promuovere l’alfabetizzazione mediatica di educatori e studenti. Il fine dovrà essere assicurare che si utilizzino gli strumenti appropriati – online e di persona – nella ricerca di informazione e nell’apprendimento.

I partecipanti ai Civil Society Days hanno avuto la possibilità di votare una delle tre raccomandazioni esposte nella sessione conclusiva da ciascuno dei seminari che ha lavorato sulle tematiche in programmazione. Delle tre che il seminario “Cultura e istruzione: una sinergia per l’identità europea” ha portato alla sessione finale dei lavori, l’idea di una sinergia ha fatto presa sui partecipanti.

Le raccomandazioni così votate, come detto, saranno indirizzate ai decisori politici. Raccomandazioni che – per citare il Presidente Jahier nel suo discorso di apertura dell’evento il 24 maggio – “non rimarranno sulla carta ma saranno concretizzate” anche con l’intervento del Comitato Economico e Sociale Europeo.

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