Cinema Francesco RutelliC’è una trasformazione radicale del regime della domanda e dell’offerta per quanto riguarda il cinema e l’audiovisivo. Questo cambiamento delle offerte e della domanda del pubblico vedranno crescere dei valori economici e capacità industriali rispetto alle quali l’Italia rischia di essere tagliata fuori. Ne è convinto Francesco Rutelli, presidente di Anica, intervenuto nel corso della presentazione a Roma del Rapporto 2018 “Spettatori, Scenari e Strumenti” realizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo sul cinema italiano. “L’Italia – ha detto Rutelli – potrà mantenere un ruolo fondamentale nelle industrie e nelle creatività diffuse migliorando il prodotto e facendo capire ai decisori e all’opinione pubblica che il comparto è cruciale dal punto di vista economico e dell’occupazione. Altrimenti vi è un racconto sul cinema e audiovisivo falsato dell’apparenza e poco attento alla sostanza”.

Per Rutelli, “il prodotto italiano è molto vivo. Non solo nel box office che quest’anno è stato di gran lunga migliore rispetto rispetto all’anno scorso”. La chiave “è la qualità del racconto del Paese cui il cinema e audiovisivo devono provvedere con il loro pluralismo”. Il cinema, ha aggiunto Rutelli, “serve a darci occhi nuovi e a, mio avviso, viceversa va osservato con occhi sempre nuovi. Un cinema di qualità deve parlare a un grande pubblico, un grande pubblico che deve essere educato, informato, accompagnato”. Il presidente di Anica ha poi ricordato poi come, questo weekend, “in mondi completamente diversi, registriamo un grande successo in Cina per il film ‘Perfetti sconosciuti’. Oggi è quinto negli incassi. Un film in italiano con sottotitoli”. Per Rutelli è la prova che “se troviamo i canali giusti anche pubblici completamente nuovi possono apprezzare il cinema italiano di qualità, anche la commedia”.

IL RAPPORTO

Nel corso della presentazione sono stati anche illustrati alcuni dati contenuti nel Rapporto. Un volume che fotografa alcuni aspetti economici della variegata filiera dell’audiovisivo, confermandosi un prezioso strumento di conoscenza per gli addetti ai lavori. Con una sostanziale novità rispetto al passato: focus mirati sui cambiamenti e i fenomeni di maggiore interesse che hanno interessato il sistema audiovisivo, italiano e internazionale, negli ultimi anni. Il titolo del Rapporto 2018 è Spettatori, Scenari e Strumenti e offre una disamina approfondita sui trend di consumo a partire dalle due classi anagrafiche più rappresentative del pubblico: gli over 60 e i millennials. Si concentra inoltre sulle trasformazioni in atto dal punto di vista normativo, sulle strategie e sugli inediti spazi di iniziativa aperti dalla novità dei bandi, sugli scenari presenti e prossimi di sviluppo dell’intero settore.

I MILLENIALS

Grandi consumatori di audiovisivi. Considerano il cinema qualcosa che è direttamente in sintonia con le nuove generazioni. Vorrebbero andarci di più. Sono attratti dalle nuove tecnologie. Riconoscono il valore aggiunto delle emozioni condivise che trovano nelle sale cinematografiche. È l’identikit dei millenials nel rapporto con il grande schermo. I dati sono stati ricavati da un campione di 2045 persone tra i 20 e i 44 anni.

In base a quanto emerso, i millenials sono grandi consumatori di film, più di uno alla settimana per il 49.3% degli intervistati. La frequenza in sala invece è più occasionale che consueta, una volta al mese per l’81,4%. Ma da quanto emerge gli intervistati vorrebbero andarci di più, soprattutto se il prezzo fosse più accessibile. La cosa che emerge in maniera interessante è la percezione da parte dei giovani del valore aggiunto che la visione in sala può dare. Due su tre preferiscono comunque una grande sala, a un terzo delle persone piacciono di più sale più piccole. Quelli che preferiscono la sala piccola danno maggiore valore all’aspetto culturale del cinema. Rispetto al futuro del cinema, c’è chi è ottimista è più del 50 per cento. I più giovani e i laureati sono più ottimisti.

Come rispondere a tutto questo? La sfida si pone in tre punti, spiega Alessandro Rosina, Coordinatore scientifico del Rapporto Giovani dell’Istituto Giuseppe Toniolo. “Il primo punto è il costo, almeno perché gli intervistati l’hanno posto, ma non si può affrontare il tema del costo slegato dal tema del valore (che è il secondo punto). Il terzo punto che va combinato con il resto sono le caratteristiche proprie delle nuove generazioni. Se il cinema vuole continuare ad essere vincente, deve intercettare questo desiderio di arricchire la propria visione sul mondo”.

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