Dichiarare monumento nazionale il Ponte della Becca, situato nella provincia di Pavia e costruito tra il 1910 e il 1912 sulla confluenza tra i fiumi Ticino e Po. E’ quanto prevede un disegno di legge presentato da oltre 50 senatori leghisti, primo firmatario Gian Marco Centinaio. Il ponte, ricordano gli esponenti del Carroccio, durante la Seconda Guerra Mondiale è stato parzialmente distrutto dai bombardamenti ed è stato ripristinato e riaperto al traffico nel 1950. Attualmente il Ponte della Becca rappresenta il più importante collegamento tra l’Oltrepò orientale e la città di Pavia e a causa della sua conformazione e della sua antichità necessità di particolare attenzione per la sua salvaguardia e per garantire la viabilità ordinaria. Per la sua valenza storica, spiegano, “si ritiene che il ponte possa appieno considerarsi rispondente ai requisiti per essere dichiarato monumento nazionale ed è per questo che si auspica l’approvazione del presente disegno di legge”.

LA STORIA DEL PONTE DELLA BECCA

Il ponte – si legge nel ddl – ha una struttura tubolare con pareti reticolari a doppie diagonali. La strada che lo attraversa è la strada statale 617 Bronese, che percorre la tratta Broni-Pavia. La lunghezza totale è di 1,081 chilometri.

La necessità di trasportare a Pavia e nel resto della Lombardia l’uva proveniente dall’Oltrepò Pavese aveva fatto istituire, nella località dove attualmente sorge il ponte, dapprima un sistema di traghetti e successivamente un ponte di barche; i ponti di barche risultavano però inadeguati a garantire il passaggio durante le piene dei due grandi fiumi, che avvenivano ogni due o tre anni proprio durante il periodo di commercio dell’uva.

Nel 1881 fu istituito un primo comitato che tentò inutilmente di promuovere la costruzione di un ponte stabile alla Becca, successivamente, nel 1885, fu istituito un secondo comitato che nel corso del tempo promosse la redazione di una serie di progetti, uno dei quali fu richiesto a una delle principali imprese, attiva nel settore delle costruzioni metalliche, la Società nazionale officine di Savigliano (1892). Solo nel 1902, però, il Consiglio provinciale redasse un piano finanziario per l’opera e nel 1904 si costituì un consorzio tra i comuni interessati, che in seguito affidò la costruzione alla Società Larini Nathan di Milano (che nel 1911 cambiò nome in Società Nathan e Uboldi). Il progetto definitivo risale al 1909 e nel 1910 iniziarono i lavori che furono completati nel 1912; l’inaugurazione dell’opera avvenne il 7 luglio 1912 alla presenza di Vittorio Emanuele di Savoia Aosta, conte di Torino e cugino del re Vittorio Emanuele III di Savoia.

4 Comments

    • Buonasera,
      con la fine della legislatura tutti i disegni di legge automaticamente decadono. Pertanto, tutte le proposte di legge devono ricominciare l’iter dall’inizio, ed è per questo motivo che Gian Marco Centinaio ha ripresentato il testo (vd. link http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/49439.htm), così come è stato fatto per tante altre proposte di legge, sia alla Camera che al Senato. Tra le nostre attività rientra anche il monitoraggio parlamentare in ambito culturale e turistico, quindi diamo conto di tutte le proposte di legge presentate.
      Cordiali saluti

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