Mibact Fondazioni Cultura Faro

Un importo di 165.113, 33 mila euro. Questo l’ammontare della rimodulazione del Mibact sulla programmazione degli interventi, previsti nel 2017 e nel 2018, a favore di proprietari, possessori o detentori di beni culturali. Le rimodulazioni riguardano i decreti ministeriali del 27 febbraio 2017 e del 20 febbraio 2018.

L’importo sarà utilizzato per lavori a favore della Chiesa Madonna del Riposo di Terlizzi (BA) e del Palazzo Baratelli di Bari. Nel primo caso, si prevede un intervento di 75 mila euro che finanzierà il restauro e il risanamento della chiesa. Nel secondo, invece, si incrementerà di circa 89 mila euro l’intervento originario di 109 mila euro circa per lavori di restauro a favore di Palazzo Baratelli.

L’ammontare della rimodulazione è stato ottenuto dalla diminuzione del finanziamento previsto per il restauro e il consolidamento statico della Chiesa di San Giovanni Battista di Sava (TA). L’intervento originario di 275 mila euro circa si riduce così a 110 mila euro circa.

I MOTIVI DELLA RIMODULAZIONE

Il Mibact ha avviato la procedura di riduzione dell’intervento a favore della Chiesa di San Giovanni Battista di Sava (TA) per un “mero errore materiale”. Il Segretario regionale Mibact per la Puglia avrebbe indicato, infatti, la percentuale del 50% dell’importo ammesso a contributo anziché quella del 20%. Quest’ultima era stata, infatti, la proposta della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Lecce, Brindisi e Taranto. Tale percentuale, pari a 110 mila euro circa, era anche quella “realmente necessaria per l’intervento”.

I CONTRIBUTI AI PROPRIETARI, POSSESSORI O DETENTORI DI BENI CULTURALI

Il Codice dei beni culturali stabilisce che i soggetti pubblici e privati hanno l’obbligo di garantire la conservazione dei beni culturali di loro proprietà (articolo 30). I costi della conservazione ricadono sugli stessi proprietari. In particolari circostanze, le spese per interventi conservativi (volontari o imposti) possono essere, in tutto o in parte, a carico del Ministero dei beni culturali. Il Codice assegna infatti al Ministero (articolo 35) la facoltà “di concorrere alla spesa sostenuta dal proprietario, possessore o detentore del bene culturale per l’esecuzione” degli interventi conservativi e di restauro “per un ammontare non superiore alla metà” del costo sostenuto. Se gli interventi sono di particolare rilevanza o riguardano beni in uso o godimento pubblico, “il Ministero può concorrere alla spesa fino al suo intero ammontare”.

Può richiedere il contributo chi è responsabile della conservazione del bene e anche chi ne ha il possesso o la detenzione (usufrutto, uso, diritto di abitazione, comodato, locazione). Ammessi al contributo sono, in particolare, privati, enti, enti ecclesiastici, società, condomini.

Gli interventi volontari necessitano di essere autorizzati dal Soprintendente che accerta se vi siano le condizioni che permettono il contributo pubblico. Esso, in tutti i casi, è concesso a lavori ultimati e collaudati sulla spesa effettivamente sostenuta dal beneficiario. Possono essere erogati acconti sulla base degli stati di avanzamento dei lavori regolarmente certificati.

Approfondimenti:

Decreto di rimodulazione del programma di interventi a favore del proprietario, possessore o detentore di beni culturali

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