Francesco Palumbo Mibact turismo“È importante cooperare come istituzioni, ma l’innovazione principale che abbiamo voluto portare in questi due anni è stata quella di cooperare con le associazioni di categoria”. Il direttore generale del Turismo del Mibact, Francesco Palumbo, è intervenuto all’assemblea di Federcultura, turismo e sport, la federazione di categoria di Confcooperative, che è chiamata ad eleggere il nuovo gruppo dirigente per i prossimi quattro anni.

IL TURISMO

È un momento particolarmente felice per il turismo, dice il dg Palumbo. E dei tanti dati che si potrebbero citare per descrivere un settore in forte crescita, lui ne sceglie uno su tutti: la bilancia commerciale del settore ha fatto segnare +7,7 per cento, il che si traduce in 49 miliardi di euro in entrata e, secondo le stime, crescerà ulteriormente nel futuro. Ma sono proprio questi dati positivi, oggi che richiedono di portare quei cambiamenti e innovazioni necessari.

CHE COSA CHIEDONO I TURISTI

“Che cosa manca per portare i grandi numeri del turismo a delle ricadute per il territorio concrete che permattano di dare vita a organizzazioni economiche che coinvolgano i cittadini e che rimettano al centro il turista?”, si chiede Palumbo. I turisti, spiega, “vogliono vedere i nostri grandi siti per cui siamo noti nel mondo, ma allo stesso tempo vengono anche per vivere all’italiana, per fare esperienze uniche”. L’italia, per rispondere in modo uniforme e organizzato alle esigenze di chi vuole venire nel nostro Paese, ha avviato il piano strategico nazionale del turismo. “Non per avere l’ennesimo documento pubblico, ma per dare al settore del turismo, che è fatto di piccole e piccolissime imprese, le grandi linee su cui la nazione, non il governo, si muoverà nei prossimi anni”.

LE STRATEGIE

Il ragionamento sul turismo presuppone, secondo Palumbo, il coinvolgimento delle imprese. Ed è proprio il lavoro avviato con il piano strategico del turismo. “Ma oltre a darsi una steategia nazionale – spiega Palumbo -, bisogna darsi delle strategie territoriali, che non sono le regioni ma che richiedono dei livelli di aggregazione ancora più piccoli. In cui però le dimensioni delle imprese vanno aggragate”. Il piano industria 4.0 prevede forme di superammortamento eccezionali ma richiede alle aziende di fare innovazione e ricerca. “È chiaro che le piccole imprese del turismo non possono fare innovazione e ricerca da sole. Ma possono farlo in rete. Aggregandosi a livello territoriale si porta una sfida competitiva anche nei confronti delle grandi Ota (Airbnb, Booking, etc)”.

È chiaro, secondo il dg Palumbo, che le grandi Ota non si sfidano con sistemi vincolistici, normativi e di tassazione che ovviamente devono pagare e rispettare, ma “le si sfidano organizzando sistemi di imprese territoriali per essere competitivi”.

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