I ministeri dei Beni culturali e delle Infrastrutture rendano noto quale sia lo stato di avanzamento del progetto di riqualificazione delle case cantoniere, promosso da Anas nel luglio 2016 a fini turistico-culturali, quante case cantoniere, tra quelle individuate, siano state effettivamente coinvolte nella riqualificazione e quale sia l’ammontare effettivo dei contributi assegnati da Anas per la loro riqualificazione. Lo chiedono in un’interrogazione indirizzata al Mibact e al Mit i senatori della Lega Nord Maria Saponara (prima firmataria), Gian Marco Centinaio e Maurizio Campari. “La riqualificazione delle case cantoniere si pone come un obiettivo importante per il recupero del patrimonio edilizio esistente, per la valorizzazione dell’ambiente circostante, in un’ottica di risparmio e tutela del suolo, nonché come opportunità di creare strutture ricettive alternative e sostenibili per un tipo di turismo di nicchia (turismo lento) che sempre di più si sta affermando”, spiegano i senatori del Carroccio.

Le case cantoniere, in capo ad Anas, distribuite sul territorio nazionale, sono 1.244 e solo una parte continua a svolgere il ruolo di supporto all’attività di manutenzione stradale per cui erano state inizialmente concepite. Sono state individuate da Anas 30 case cantoniere la cui ristrutturazione, secondo il progetto pilota di riqualificazione, sarebbe a carico di Anas, mentre al concessionario spetterebbe la corresponsione di un canone di concessione, oltre ad un contributo variabile in funzione del fatturato generato dall’attività imprenditoriale. Il valore complessivo stimato per la realizzazione del progetto ammonterebbe a 47.076.933,50 euro;

I senatori leghisti chiedono ai due ministeri interrogati se “ritengano di rinnovare il progetto estendendolo ad altre case cantoniere” e “quale sia il destino di quelle case cantoniere non rientranti nel progetto, che presentano un avanzato stato di abbandono”.

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