Mibact cultura sistema museale nazionaleAlberto Bonisoli è il nuovo ministro dei Beni culturali e prenderà il posto al Collegio Romano di Dario Franceschini. Direttore di NABA, la Nuova Accademia di Belle Arti Milano, Bonisoli è esperto di Education Management e di design e sviluppo di progetti internazionali. Nel corso della sua esperienza professionale ha offerto consulenza a istituzioni pubbliche, nazionali e dell’Unione Europea, e a università in oltre venti paesi, aiutando a elaborare piani d’innovazione e di sviluppo in ambito di istruzione, ricerca e formazione.

Nel suo discorso l’1 marzo in occasione della presentazione della squadra di governo del Movimento 5 Stelle, Bonisoli ha fissato quelle che saranno le linee programmatiche del suo dicastero (in attesa di capire cosa succederà con il Turismo): investimenti nel settore cultura che arrivino all’1 per cento del Pil, cultura come fattore per superare disagio nelle periferie, promozione dell’Italia all’estero e dare priorità alla formazione.

“E’ una sfida che affronto con grande senso di responsabilità, avrò l’onere e l’onore di occuparmi di un patrimonio culturale, ambientale, artistico e storico unico al mondo”, esordì Bonisoli il giorno della sua presentazione. “Una sfida che affronto mettendo in gioco quello che so, le mie conoscenze delle discipline creative, quel minimo di esperienza internazionale che ho sviluppato negli anni, le mie capacità organizzative e gestionali, e una capacità sviluppata nel tempo di ascolto e di ricerca di soluzioni condivise. Il nostro patrimonio culturale non ha ricevuto negli anni un’attenzione e abbastanza risorse e investimenti da parte dei governi che non sono riusciti a valorizzare questo settore. La proposta complessiva è di raggiungere un ammontare degli investimenti in questo settore che arrivi all’1 per cento, ma anche di più, del Prodotto interno lordo, attraverso investimenti di tre tipologie: tutela dei beni culturali, digitalizzazione e la cultura diffusa”.

RICREARE UN TESSUTO SOCIALE NELLE PERIFERIE

La priorità in particolare, aggiunge, “va data a quelle che sono gli interventi mirati a ricreare una coscienza, un tessuto sociale nelle periferie urbane, perché la cultura può aiutare a superare il disagio sociale che c’è nelle nostre periferie”.

TURISMO E’ STATA LA CENERENTOLA DELL’AGENDA POLITICA

Allo stesso modo, aggiunge, “il turismo è stata la Cenerentola dell’agenda politica italiana e questa è la ragione per cui, per esempio, fior di paesi vicini a noi nel tempo ci hanno superato in attrattività turistica. E sicuramente qui un minimo di potenziale c’è. Come farlo? Innanzitutto promuovendo in maniera più energica il nostro paese all’estero; bisogna poi creare una cabina di regia per coordinare le innumerevoli attività sviluppate a livello locale; generare il turismo di qualità, attraendo per esempio studenti stranieri che una volta tornati nel loro paese sono i migliori e più motivati ambasciatori del made in Italy, quelli su cui noi dobbiamo puntare”.

NECESSARIA UNA RIFORMA DELL’AFAM

I settori della cultura, del turismo, saranno probabilmente tra i principali creatori di lavoro in Italia nel futuro. Per farlo quindi è necessario dare priorità alla formazione, lavorando con il Miur per l’aggiornamento dei programmi didattici e valorizzando l’Alta formazione artistica e musicale (Afam), uno scandalo che sono anni che nessuno se ne occupa ed è tempo venga finalmente fatta una riforma di questo settore”. .

CHI E’ ALBERTO BONISOLI

Aberto Bonisoli è nato a Castel d’Ario (MN) il 26 dicembre 1961 ed è residente a Castelletto Sopra Ticino (NO). Direttore di NABA, la Nuova Accademia di Belle Arti Milano, la più grande Accademia privata italiana, dal 1980 legalmente riconosciuta dal sistema dell’Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM), parte del comparto universitario italiano che fa capo al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR). Classe 1961, dal 2013 guida la Piattaforma Sistema Formativo Moda, l’associazione volta a promuovere e rafforzare il sistema italiano di formazione moda. Nel corso della sua esperienza professionale ha offerto consulenza a istituzioni pubbliche, nazionali e dell’Unione Europea, e a università in oltre venti paesi. Dal 2005 al 2007 ha ricoperto il ruolo di Senior Consultant presso il Ministero Italiano dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, lavorando alla definizione programmi integrati per favorire l’adattamento alla cornice comunitaria dei programmi italiani di ricerca e sviluppo.

Rispondi