anna ascani imprese culturali start up“Nelle 35 righe del contratto di governo non c’è davvero nulla. Speriamo che il nuovo ministro porti qualcosa di suo, perché se dovesse limitarsi ad attuare quelle, saremmo in un grande caos”. La responsabile Cultura del Partito Democratico Anna Ascani, con alle alle spalle già una legislatura nella Commissione Cultura della Camera, è molto critica sul programma di governo del neonato esecutivo a guida Lega e Movimento 5 Stelle. Conversando con AgCult, Anna Ascani stila un breve elenco di priorità da consegnare al nuovo ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli. La prima, per la responsabile Cultura del Pd (vista la sua sensibilità e il lavoro che ha fatto nella passata legislatura), è quella di “rinforzare, dal punto di vista dei fondi, la normativa sulle imprese culturali e creative perché c’è un mondo che lo aspetta ed è giusto dare delle risposte”.

In secondo luogo, il Ministro Dario Franceschini “ha fatto un lavoro enorme in molti settori e la prima cosa da fare è proprio evitare di smontare quello che ha fatto”. A cominciare dal sistema dei musei, delle nuove norme sui libri, dell’art bonus. “Il rischio – teme Ascani – è che questo governo del cambiamento finisca per far mancare i fondi e i mezzi al mondo della cultura che invece di fondi e mezzi ha infinito bisogno. Poi io mi auguro da italiana che il ministro faccia bene e che alla cultura arrivino più risorse e più mezzi”.

Infine, nota ancora Anna Ascani, in questo Paese “tutti i governi di centrodestra, a maggior ragione un governo di destra, hanno sempre tagliato sulla cultura. Speriamo che questo faccia eccezione. Io – conclude – da deputata di minoranza vigilerò affinché questi tagli non ci siano, magari per coprire l’abbassamento delle tasse ai ricchi. Sarebbe una vera follia”.

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