librerie Mibact AdeiIl Sindacato italiano dei Librai (Sil) non nasconde che si sarebbe augurato un governo diverso, tuttavia “siamo contenti che ci sia un governo, andare avanti in questa incertezza mortale faceva male al paese”. Cristina Giussani, presidente del Sil, è comunque “ottimista e positiva” su questa legislatura che adesso è in grado di partire davvero e ad AgCult dice: “Mi sembra che ci sia dello spazio per lavorare con il nuovo governo e noi siamo disponibili”. I temi messi sul tavolo da parte dei librai partono dalla richiesta di “non modificare quello che si è già ottenuto: non cancellare la legge Levi, mantenere 18App e Carta del docente che stanno dando ottimi risultati. Sia nello scopo primario che era quello di avvicinare i ragazzi alla cultura sia nell’aiutare le librerie che si sono viste arrivare nuove importanti entrate. Inoltre, non mettere in discussione neanche il tax credit, che deve ancora partire, ma che rappresenterà un ulteriore piccolo respiro per i librai”.

Ma non basta, bisogna pure continuare a migliorare le cose. “Noi – spiega la presidentessa dei librai – vorremmo ridurre lo sconto contenuto nella Legge Levi e portarlo sui livelli di quelli previsti in Francia o in Germania ma, andando incontro alle richieste dei consumatori, potremmo ancora mantenerlo a patto di regolamentare le promozioni ‘selvagge’ delle librerie più grandi. E magari arrivare anche allo sgravio fiscale sui libri come sui farmaci”. Tutto questo lavorando nel tempo, assicura Giussani. “Non è che noi vogliamo tutto e subito. E ci rassicurano molto le parole del neo ministro Bonisoli che ha detto di non voler calare leggi dall’alto, ma di volersi confrontare con le categorie interessate”. Posizioni confermate dall’allora candidato premier Luigi Di Maio in un incontro a Confesercenti a Milano in cui disse: “Ci affideremo al dialogo e alla competenza di chi davvero conosce i settori economici culturali per decidere e muoverci”.

Insomma, conclude Giussani, “chiederemo esattamente questo: che mantengano le parole dette, che ci ascoltino veramente e che cerchino di capire qual è la situazione del settore”. Una situazione che non è affatto rosea per il comparto: “Mentre nel 2017 i dati erano confortanti, nel primo quadrimestre del 2018 alcuni librai denunciano fino al 50% di vendite in meno”.

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