Senato governo ConteUn’ora e 11 minuti. Tanto è durato il discorso del neo presidente del Consiglio Giuseppe Conte di fronte all’Aula del Senato. Una delle dichiarazioni programmatiche più lunghe, ha notato qualcuno. Ma in questo tempo il premier non ha mai nominato la parola ‘cultura’. Neanche un accenno. Una grave dimenticanza che non è passata inosservata, né a destra né a sinistra. E che ha scatenato reazioni soprattutto nelle dichiarazioni di esponenti del Partito democratico e di Forza Italia. Reazioni, a dire il vero, affidate solo ai social e ai media. Infatti, la parola cultura non ha trovato molto spazio neanche nelle dichiarazioni di replica dei senatori in aula.

La responsabile Cultura del Pd Anna Ascani è la prima a sottolineare l’accaduto: “Non è un caso – scrive in un post su Facebook -, non è una dimenticanza: è una scelta politica chiara. Benvenuti nel governo Conte, il governo più di destra della storia della Repubblica!”. Le fa eco anche il capogruppo democrat al Senato e presidente della Commissione Cultura a Palazzo Madama nella passata legislatura, Andrea Marcucci, che definisce il premier Conte “tutto chiacchiere e distintivo” e aggiunge ai microfoni del Tg3: “Ha parlato di tutto, ma si è completamente dimenticato di scuola, di cultura, di territori, di enti locali”. Anche la ex presidente della VII alla Camera Flavia Piccoli Nardelli affida a Twitter il suo messaggio: “Stupisce che il presidente del Consiglio, al #Senato, non abbia parlato né di #scuola né di #cultura”. Anche il senatore Roberto Rampi è rimasto colpito (ma non sorpreso) che “non sia stato fatto nessun accenno alla parola cultura. Mi sembra tuttavia evidente – spiega ad AgCult -, già nel percorso che ha portato fino a qui, come i ministeri della Cultura e dell’Istruzione siano stati considerati di minore interesse. Non c’è stata una ‘sana’ lotta tra Lega e M5s per conquistarli. E infatti sono finiti in mano a due figure tecniche che in un governo così politico e politicizzato rischiano di fare i vasi di coccio tra i vasi di ferro”.

Ma reazioni fortemente critiche su questo punto arrivano anche da Forza Italia. La deputata e leader di Forza Italia Giovani Annagrazia Calabria stigmatizza la dimenticanza del premier per la formazione e la scuola. E aggiunge: “Avremmo voluto ascoltare impegni precisi sul potenziamento delle Stem e dell’orientamento, sull’importanza della libertà educativa e del costo standard. Senza CULTURA il nostro Paese non può ricominciare a crescere”. Sulla stessa linea il collega di partito Andrea Mandelli, responsabile di Forza Italia per i rapporti con le professioni. “Nel discorso di Conte al Senato – spiega – ci sono tante lacune: dalla cultura alle grandi opere, dal Sud alla scuola. Mi ha stupito anche che il premier abbia riservato appena una breve citazione al mondo delle professioni”.

Alle contestazioni, in sede di replica a Palazzo Madama, il presidente del Consiglio ha risposto chiedendo tempo per lavorare e per misurarsi con la complessità del compito assunto. “Seguiremo anche altri settori – ha concluso Conte -: scuola, università, cultura, che sono già nel contratto di governo fermo restando che potremo arricchirlo rispondendo a tutte le attese dei cittadini”.

Approfondimenti:

Leggi lo stenografico dell’intervento di Giuseppe Conte

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