Camera Aula parlamento imprese culturaliNon demolire l’opera che ha portato a raddoppiare il bilancio del Mibact e a rimettere finalmente al centro, dopo anni di tagli, la cultura. Questo l’augurio lanciato dagli scranni di Montecitorio da Anna Ascani, responsabile Cultura del Partito democratico, intervenuta in Aula nel corso del dibattito sulla fiducia al nuovo Governo. “Noi – ricorda la deputata dem – abbiamo considerato il Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo il primo Ministero economico del Paese, voi minacciate intanto di togliergli la T che sta per turismo affidandone la gestione, per oscure manovre poltronistiche, al ministro dell’Agricoltura”.

Dimenticare la scuola e la cultura, attacca la Ascani, “non è un caso: è una scelta politica chiara della coalizione di cui lei è il portavoce, una scelta politica tipica delle destre di Governo. Secondo un’indagine Symbola del 2017 il settore cultura complessivamente inteso in Italia vale il 6 per cento del PIL, un totale di circa 90 miliardi di euro e impiega 1,6 milioni di persone: nel suo discorso non hanno trovato alcuno spazio. Niente sul patrimonio artistico del Paese e sulla sua valorizzazione; niente sui musei, sugli archivi, sulle biblioteche; niente sullo spettacolo dal vivo, niente sul cinema, sulle imprese culturali e creative, niente sulle librerie, niente sul paesaggio e così via. Nulla: è questa la parola che meglio riassume la vostra idea di cultura”.

“Fortunatamente l’Italia è molto più di questo”, “è un grande Paese con un grande popolo, non un condominio e sopravvivrà anche a voi ma se utilizzerete i fondi della cultura e della scuola pubblica, la cui funzione storica è ridurre diseguaglianze, per tagliare le tasse ai ricchi sarà la storia a chiedervene conto perché avrete compromesso il futuro dei nostri figli, ci troverete dall’altra parte, pronti con ogni mezzo che la Costituzione ci mette a disposizione, ad impedirvi di farlo”, ha concluso la Ascani.

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