Roberto Rampi cultura ArtlabLa cultura esce marginalizzata dal discorso programmatico fatto al Senato dal premier Giuseppe Conte, ma il Pd è pronto a sostenere il neoministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli se “vorrà far pesare il suo ministero e raggiungere gli obiettivi che si era posto a partire dall’aumento delle risorse all’1 per cento del Pil”. Roberto Rampi, oggi senatore democrat con alle spalle cinque anni nella commissione Cultura della Camera dove ha ricoperto anche il ruolo di relatore per il complesso provvedimento sullo Spettacolo dal vivo, è molto critico nei confronti delle dichiarazioni programmatiche del presidente del Consiglio che non ha fatto alcun riferimento alla parola ‘cultura’.

“Mi colpisce ma non mi sorprende – spiega ad AgCult – che non sia stato fatto nessun accenno alla parola cultura”. Tuttavia appare evidente, secondo Rampi, “già nel percorso che ha portato fino a qui, come i ministeri della Cultura e dell’Istruzione siano stati considerati di minore interesse. Non c’è stata una ‘sana’ lotta tra Lega e M5s per conquistarli. Per finire infatti poi in mano a due figure tecniche che in un governo così politico e politicizzato rischiano di fare i vasi di coccio tra i vasi di ferro”. Per il senatore Pd siamo nel bel mezzo di “un’emergenza culturale, ma abbiamo una potenzialità culturale e l’Italia potrebbe essere una locomotiva europea nell’interpretare il ruolo della cultura come ponte nel Mediterraneo, riscoprendo un ruolo di superpotenza nella diplomazia culturale”.

D’altro canto, prosegue Rampi, “ho letto le dichiarazioni del ministro quando ancora era in pectore, ho visto da dove proviene, ho visto la sua esperienza. Mi auguro pertanto che abbia un sussulto e voglia giocarsi una centralità del suo ruolo”. Ecco perché “in questo percorso noi siamo disponibili a dargli una mano: lo faremo se lui vorrà far pesare il suo ministero e raggiungere gli obiettivi che si era posto a partire dall’aumento delle risorse all’1 per cento del Pil. Saremo pronti a sostenerlo se vorrà attuare i decreti attuativi, ora nelle sue mani, relativi a leggi che nella passata legislatura erano state ampiamente condivise dalle forze in Parlamento. Saremo al suo fianco se si vorrà fare una battaglia trasversale per restituire peso alla cultura che, dal discorso del premier Conte, esce oggettivamente marginalizzata”.

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