Camera deputatiSe di cultura nel nuovo governo targato M5S-Lega si parla poco (nel contratto) o niente (dichiarazioni programmatiche del premier Conte), in Parlamento si prova a dare contenuti all’azione che la maggioranza dovrà compiere nel prossimi mesi in campo di policy culturali. Luigi Gallo, deputato cinquestelle al secondo mandato alla Camera e membro della Commissione Cultura di Montecitorio, tranquillizza dicendo che, per fortuna, “abbiamo anche Alberto Bonisoli, il ministro dei Beni culturali del Movimento 5 stelle, una persona molto capace e stimata”. Il ministro ha anche già incontrato i parlamentari in assemblea e, dice il deputato Cinquestelle ad AgCult, “ha fatto un appello a tutti ad essere occhi e orecchie nei territori perché la cultura è molto disseminata” per l’Italia. Oggi, aggiunge, “abbiamo tante nuove risorse parlamentari esperte, dallo spettacolo dal vivo ai conservatori, e questa è una ricchezza che il Movimento 5 Stelle porterà all’interno delle iniziative governative e parlamentari”.

LA RIFORMA FRANCESCHINI

Da subito, prosegue Gallo, “bisogna lavorare molto sul rafforzamento delle soprintendenze in termini di personale e intervenire sulla Riforma Franceschini. Le Soprintendenze rappresentano la maglia che può salvaguardare il paesaggio e i Beni culturali e allo stesso tempo possono contribuire ad accelerare la burocrazia. Quindi occorre rafforzarle e riorganizzarle diversamente da come aveva fatto Franceschini”. Per quanto riguarda il resto della riforma Franceschini, per ora “sono dossier che andranno analizzati con attenzione: saranno salvaguardate le cose positive e cancellate quelle negative in un processo di miglioramento. Sicuramente ci sarà un nuovo sistema di meritocrazia e trasparenza per le nomine che interesseranno questo settore. Finora è stato fatto in modo troppo familistico invece noi vorremmo adottare il modello francese con rose di nomi di alto profilo rese pubbliche prima di compiere la scelta”.

PERSONALE E NOMINE

Gallo ricorda poi la battaglia dei Cinque Stelle nella passata legislatura sulla necessità di ricorrere alla ‘manutenzione ordinaria’ rispetto agli interventi in manutenzione straordinaria. Tuttavia, per svolgere questa attività “sul nostro patrimonio artistico occorrono le risorse: c’è quindi un’emergenza da affrontare sul fronte del personale. Il rischio è che, andata via una vecchia generazione, il sistema collassi. Occorre far entrare nuove forze e nuove energie, le nostre università formano e preparano in questo settore tante persone che non hanno ad oggi uno sbocco”. Anche sulle nomine che a breve il ministro dovrà compiere (a cominciare dal Segretario generale del Mibact), Gallo richiama il modello della trasparenza, pubblico e che promuova il merito proponendo soggetti senza conflitti di interesse.

LEGGI IN PARLAMENTO

Nell’immediato, proposte di legge in arrivo nel settore culturale non ce ne sono. Tuttavia “abbiamo già ragionato sul dare una spinta aggiuntiva al nostro Patrimonio Unesco, alla Convenzione di Faro e dare una nuova visione ai distretti culturali. In questo modo si sostituisce l’idea del grande attrattore da consumare e sfruttare con un distretto da tutelare in un’ottica organica di sviluppo. Giusto differenziare le strategie a livello territoriale”.

La ‘prudenza’ legislativa, assicura Gallo, è dettata dal fatto di non voler ricadere “nell’errore che è stato fatto negli anni passati, e che abbiamo contestato più volte, di proporre una legge per ogni monumento o un centenario.Questa è la morte della valorizzazione e della salvaguardia pubblica dei nostri beni culturali. Bisogna intervenire con manovre di sistema. Andremo cauti – conclude il deputato – a cercare di individuare le soluzioni più concrete con la minima azione legislativa per non ingolfare inutilmente il Parlamento”.

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