Bonisoli in visita a Pompei 2Il neo ministro dei Beni e delle Attività culturali Alberto Bonisoli ha scelto Pompei per cominciare la sua avventura al dicastero del Collegio Romano. E lo ha fatto nel giorno della presentazione alla stampa delle ultime scoperte avvenute negli scavi della Regio V del sito archeologico. “Abbiamo voluto questa giornata perché è il momento di aggiornamento di quello che si sta facendo e delle scoperte straordinarie di questo cantiere”, ha detto in apertura di conferenza stampa Massimo Osanna, direttore del Parco archeologico. “Abbiamo concepito questo – ha aggiunto – come un cantiere aperto dove la comunicazione è aperta alla cittadinanza e ai visitatori”. Per Osanna è doveroso fare “un saluto al ministro Franceschini e ricordare tutto quello che ha fatto per questo cantiere. Sono sicuro – ha aggiunto – che con il nuovo ministro ci sarà un dialogo serrato che oggi comincia e che avremo il suo appoggio e di quello del governo. Noi stiamo cercando di creare una Pompei aperta a tutti, con tutti i sacrifici che questo comporta. Noi vogliamo che i visitatori aumentino perché il messaggio di Pompei deve raggiungere il mondo intero”.

GLI SCAVI ALLA REGIO V

Quello che si sta facendo ora non è solo scoprire un altro pezzo di Pompei ma recuperare tracce della prima e della seconda vita di Pompei, ha spiegato Osanna. È anche la seconda vita infatti, quella degli scavi che si sono susseguiti nei secoli, che sta emergendo ora: “Abbiamo trovato grandi fosse di scavi settecenteschi che per la prima volta riusciamo a datare precisamente”. Molti reperti di questi scavi “selvaggi” sono sparsi per l’Europa. Per la prima vita di Pompei, invece, dagli scavi della Regio V sono emersi affreschi che hanno i colori intatti del passato. “Documenti eccezionali che dobbiamo preservare. Le novità di questi giorni che presentiamo sono alcuni manifesti elettorali sulle pareti delle case con i candidati nel fatidico anno 79, molti affreschi, un candelabro e piccoli pezzi di storia anche attraverso lo studio degli scheletri”. “La nostra idea – ha concluso Osanna – è consolidare questi fronti di scavo, scavare nel contempo e riaprire al pubblico un nuovo pezzo di Pompei”.

IL GRANDE PROGETTO POMPEI

Il Grande Progetto Pompei “è una dimostrazione di efficienza riconosciuta anche all’estero, ma che si sta concludendo”, ha detto Mauro Cipolletta, direttore generale del Grande Progetto Pompei. Fra qualche mese, ha spiegato, “chiuderà ufficialmente completando i 76 progetti previsti. Si apre ora un altro capitolo collaterale che è quello di migliorare il contesto in cui vivono questi resti di un’antica civiltà. Nostro compito sarà anche quello di migliorare i collegamenti con tutto il mondo archeologico, migliorare quella che viene chiamata la buffer zone e migliorare la fruizione per i turisti che possono consentire di incrementare il benessere dell’intera area circostante. Un progetto – ha concluso – da sviluppare in totale sinergia e collaborazione”.

Approfondimenti:

Le scoperte sul cantiere della Regio V di Pompei

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