via francigena camminiE’ stato depositato a Palazzo Madama un disegno di legge – d’iniziativa dei senatori di Forza Italia Rizzotti (primo firmatario), Caliendo, Barboni, Pichetto Fratin, Perosino, Berutti, Biasotti, Masini, Gasparri, Mallegni e Floris – che ha come obiettivo la valorizzazione dell’itinerario storico della Via Francigena, che ne consenta “la migliore conoscenza e salvaguardandone la memoria, nella consapevolezza che tale itinerario storico sia un elemento fondante della comune cultura europea, nonché favorire un adeguato sviluppo dei territori interessati anche grazie al consolidarsi di flussi di turismo culturale e ambientale”.

Il disegno di legge è composto da cinque articoli e intende rispondere alla necessità di affrontare organicamente, nell’ambito di un progetto unitario di chiara valenza nazionale ed europea, ed in modo il più possibile coordinato tra i diversi soggetti istituzionali coinvolti l’insieme di azioni necessarie alla valorizzazione delle tradizioni spirituali, musicali, letterarie, artistiche, architettoniche e al miglioramento dell’offerta culturale, turistica e ambientale nei territori interessati dalle persistenze della Via Francigena.

I FINANZIAMENTI

Per la realizzazione di questi interventi è istituito un fondo presso il Mibact, denominato Fondo per la Via Francigena, finalizzato alla concessione di contributi ai progetti di iniziativa di comuni, province e regioni volti al perseguimento delle finalità della presente legge. A decorrere dall’anno 2018 al Fondo è attribuito un finanziamento annuale di 10 milioni di euro. Il Fondo è amministrato da un’apposita Commissione nominata con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri e composta da un rappresentante, rispettivamente, del Ministero dei beni culturali e del Ministero dell’istruzione, nonché da un rappresentante di ciascuna delle regioni Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria, Toscana, Lazio, Campania e Basilicata e dal presidente dell’Associazione europea delle Vie Francigene.

LA VIA FRANCIGENA

L’Arcivescovo di Canterbury Sigerico, intorno al 990, lascia traccia scritta dell’antico cammino di pellegrinaggio e fissa così il percorso che ancora oggi individua la Via Francigena. Dopo Canterbury si attraversavano i centri di Dover, Sombre, Guînes, Thérouanne, Bruay, Arras, Doingt, Seraucourt le Grand, Laon, Corbeny, Reims, Châlons sur Marne, Fontaine sur Coole, Donnement, Brienne la Ville, Bar sur Aube, Blessonville, Hurnes, Grenant, Cussey sur l’Ognon, Besançon, Nods, Pontarlier, Yverdon, Orbe, Lausanne, Vevey, Aigle, Saint Maurice, Orsières, Bourg Saint Pierre, Saint Rhétny. Attraversate le Alpi in Valle d’Aosta, la strada scendeva dal Piemonte e dalla Lombardia attraversando i centri di Aosta, Poley, Santhià, Vercelli, Tromello, Pavia, Santa Cristina e Corte Sant’Andrea nella pianura padana, proseguendo per Piacenza, Fiorenzuola d’Arda, ove si dipartiva la variante piacentina, Fidenza e Parma, valicava l’Appennino presso Berceto, scendeva da Montelungo lungo la valle del Magra per raggiungere Pontremoli, Villafranca (ove si riscuotevano i pedaggi della Romea), Aulla, Santo Stefano, Sarzana e Luni.

L’itinerario proseguiva attraversando tutta la Toscana passando per Carrara, Massa, Ponte San Pietro, Lucca, Altopascio, Fucecchio, San Miniato, Chianni, Poggibonsi, San Gimignano, Siena, Montalcino, San Quirico d’Orcia, Abbadia San Salvatore, Radicofani e, attraverso la valle del Paglia, raggiungeva Acquapendente, Bolsena, Montefiascone e Viterbo. Percorrendo l’attuale via Monte Mario si giungeva a Roma. Il percorso della Via Francigena interessa quindi direttamente sette regioni italiane: Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria, Toscana e Lazio. Ad esse si debbono poi aggiungere al sud i comuni della Campania e della Basilicata.

Con un percorso di 1.800 km attraverso l’Inghilterra, la Francia, la Svizzera e l’Italia sugli antichi cammini medievali verso le grandi mete religiose di Roma, Santiago di Compostela e Gerusalemme, l’Unione europea – aggiungono i senatori – “non può che trarre, dal rilancio e dalla valorizzazione degli itinerari culturali europei e dei cammini medievali di pellegrinaggio, il migliore auspicio per la costruzione piena dell’unità dell’Europa politica, luogo e spazio del cammino comune dell’homo viator di oggi”.

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