Nelle prime ore di martedì mattina, i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Monza hanno dato esecuzione a cinque ordinanze di custodia cautelare emesse dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Monza su richiesta della Procura della Repubblica nei confronti di quattro italiani ed un croato ritenuti responsabili del furto di due straordinari capolavori dell’arte: un dipinto olio su tavola (cm.86×65) dal titolo “Sacra famiglia” dell’artista Peter Paul Rubens e un dipinto olio su tela (cm.39×46,5) dal titolo “Le fanciulle sul prato” di Pierre Auguste Renoir.

BONISOLI: I CARABINIERI DELL’ARTE ECCELLENZA DEL PAESE

“I carabinieri dell’arte confermano oggi la straordinaria professionalità che li ha resi un’eccellenza del Paese al servizio della comunità internazionale”, ha commentato il ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli. “L’efficacia nell’azione di contrasto ai reati contro il patrimonio culturale e al traffico illecito di beni culturali, testimoniata dagli ottimi risultati ottenuti nel 2017 con la sensibile diminuzione di furti e l’incremento dell’attività operativa, trovano una perfetta sintesi nell’azione odierna”.

L’INDAGINE

L’indagine scaturisce dalla denuncia presentata nell’aprile dello scorso anno da un commerciante d’arte cagliaritano ai Carabinieri del Nucleo TPC di Monza. L’uomo ha raccontato ai militari dell’Arma che quel pomeriggio, al termine di una trattativa durata alcune settimane per la compravendita dei due dipinti, uno di sua proprietà l’altro di una 65enne gallerista piemontese, si era accordato con l’acquirente, un sedicente alto rappresentante della comunità ebraica milanese, nonché diplomatico con passaporto israeliano, per incontrarsi presso un’abitazione privata di via Quintino Sella a Monza.

Il luogo non era stato scelto a caso, ma oculatamente individuato in virtù della presenza al piano superiore della sede del Consolato Onorario d’Albania, per rendere più credibile le potenzialità economiche dell’acquirente delle opere, per le quali era stata pattuita la somma complessiva di 26 milioni di euro. Nel corso delle attività riguardanti la formalizzazione documentale degli atti di acquisto, i dipinti venivano caricati a bordo di un mezzo con il quale repentinamente il sedicente diplomatico si dava alla fuga, dileguandosi.

Le indagini hanno consentito di identificare il reo in un 44enne croato di Trezzano sul Naviglio (MI) nonché coloro i quali avevano messo a disposizione i locali ove era si era consumato il furto, ovvero due fratelli monzesi di 52 e 59 anni. Le successive attività investigative hanno permesso di individuare altri due correi, padre e figlio, rispettivamente un 62enne domiciliato a Vigevano (PV) ed un 33enne dimorante a Seregno (MB), che avevano fornito all’indagato straniero il supporto logistico e le utenze telefoniche mobili utilizzate per organizzare la simulata compravendita.

Il cittadino croato ed i due fratelli monzesi sono stati associati presso la Casa Circondariale di Monza, mentre gli altri due indagati sono stati posti in regime di arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni. Altri due complici, un 60enne residente in provincia di Brescia ed un 80enne residente a Milano, sono stati, infine, denunciati a piede libero dai Carabinieri per aver avuto un ruolo secondario di mediazione nell’attività delittuosa.

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