Nel 2018 l’Europa ricorda il centenario della fine della Grande Guerra e la fine nel 1648 della Guerra dei Trent’anni, “per non dimenticare quanto la pace sia preziosa per tutti noi”. E in occasione della Giornata internazionale della Pace che si terrà il 21 settembre, è stata lanciata un’iniziativa – nell’ambito dell’Anno europeo del patrimonio culturale – per invitare tutti i proprietari di campane a suonare insieme, ovunque in Europa, dalle 18 alle 18,15 ora di Strasburgo. Le campane, ha spiegato il commissario Ue per la Cultura, Tibor Navracsics, “ci ricordano che dobbiamo lavorare costantemente per preservare e rafforzare la pace, la solidarietà e la comprensione reciproca, le fondamenta su cui poggia la nostra Unione”.

Per più di mille anni in Europa il suono delle campane ha infatti scandito le ore del lavoro, del riposo e della preghiera; ha ritmato il passare del tempo e ha accompagnato la vita delle comunità, contribuendo a definirne l’identità e offrendo loro un vero e proprio linguaggio di comunicazione a distanza. Ancora oggi milioni di campane possono essere ascoltate in tutta Europa. Dai campanili e dalle torri dei municipi, dai cimiteri, dai monumenti e siti commemorativi esse richiamano visivamente e acusticamente i valori europei fondamentali che vogliamo trasmettere con l’Anno europeo del patrimonio culturale: la solidarietà e la pace, ciò che ci unisce come europei, il nostro patrimonio culturale in Europa e per il mondo.

Molti europei amano il suono delle campane, una musica senza parole che deriva da una tradizione plurisecolare. Il suono delle campane è un suono interculturale, è esistito per millenni e risale a ben prima dell’istituzione della cristianità: le campane di un tempio buddista, di un santuario shintoista o di una cattedrale cristiana trasmettono tutte il senso della cerimonia, della trascendenza e del passare del tempo, oltre i limiti del linguaggio. Questo suono è cultura nel senso più ampio, è parte della nostra vita quotidiana, è espressione di usanze e tradizioni, racchiude la memoria collettiva, si inserisce nei riti religiosi, richiama alla pace.

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