Non sembra sgonfiarsi l’affaire Bonus Cultura, l’iniziativa a cura del ministero dei Beni Culturali e della Presidenza del Consiglio dei Ministri dedicata a promuovere la cultura tra i diciottenni. Il programma – che permette di ottenere 500 euro da spendere in cinema, musica e concerti, eventi culturali, libri, musei, monumenti e parchi, teatro e danza, corsi di musica, di teatro o di lingua straniera – ha trovato nelle ultime ore le resistenze del neo ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli.

Perplessità ribadite dal numero uno del Collegio Romano anche sabato in un’intervista al Corriere della Sera: “Era meglio spendere diversamente i soldi. Penso alla 18App, i 500 euro in buoni da far spendere ai diciottenni. Vale 200 milioni… Meglio far venire la fame di cultura ai giovani, facendoli rinunciare a un paio di scarpe”.

Immediata l’alzata di scudi da parte del Partito democratico, con Anna Ascani, Roberto Rampi e Andrea Marcucci – solo per citarne alcuni – che hanno speso parole a favore del provvedimento. Ma a favore del Bonus Cultura è scesa in campo anche Confindustria Cultura, la Federazione italiana delle industrie culturali (“Il Bonus per i 18enni si sta dimostrando uno strumento utile ed efficace”), mentre sul web gira una petizione per chiedere di non cancellare la misura.

Ma la pietra tombale al provvedimento, voluto dall’ex premier Matteo Renzi nel 2016, potrebbe essere arrivata dal Consiglio di Stato, che venerdì ha depositato un parere che – come scrive il Sole 24 Ore – “oltre a bocciare la misura nella sua ultima versione, rischia di chiudere per sempre il percorso di questo beneficio”. La misura è stata già riconfermata (e rifinanziata) nella Legge di Bilancio 2018 per i nati nel 2000 e nel 2001 che quindi festeggeranno la maggiore età rispettivamente nel 2018 e nel 2019. Ma per Palazzo Spada, spiega sempre il quotidiano economico, “il problema è che l’estensione di altri due anni dei 500 euro poggia su basi troppo deboli. Manca, cioè, una norma di rango primario che giustifichi questo allungamento dei tempi. La proroga, infatti, non è stata inserita nell’ultima legge di Bilancio, come era stato negli anni scorsi”.

Approfondimenti:

Il parere del Consiglio di Stato

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