Tibor Navracsics Anno europeo cultura

Cultura e istruzione hanno un ruolo cruciale per una società coesa e sono ai primi posti dell’agenda politica europea. Lo assicura il commissario europeo alla Cultura e all’Educazione Tibor Navracsics, che in Commissione cultura del Parlamento europeo fa il punto della situazione sulla strategia della Commissione europea, anche in vista del prossimo quadro finanziario pluriennale 2021-2027. “L’Europa si sta preparando a nuovi obiettivi strategici”, ha sottolineato Navracsics. E su cultura e istruzione c’è “lo slancio giusto, ora dobbiamo utilizzarlo – ha proseguito il commissario europeo -. C’è un segnale forte: le istituzioni europee vogliono più ambizione”. A partire dal patrimonio culturale, che avrà presto un Piano d’azione: “Lo presenteremo a fine anno”, annuncia Navracsics. La strategia si inserisce anche nell’ambito della nuova Agenda europea per la cultura, presentata a maggio: “Vogliamo utilizzare la cultura per avere più crescita, occupazione e sviluppo sociale – continua il commissario europeo -. Vogliamo usare meglio la cultura nelle nostre relazioni esterne, per stringere legami più profondi con i nostri partner nel mondo”.

EUROPA CREATIVA E ANNO EUROPEO

E poi c’è l’Anno europeo del patrimonio culturale, che “può avere la funzione di catalizzatore – dice Navracsics -. Finora sono più di 2500 gli eventi organizzati negli Stati membri e sono stati coinvolti circa un milione di partecipanti”. Ma “ci attende molto di più”, assicura Navracsics sottolineando che “in quest’anno non solo vogliamo celebrare il patrimonio culturale ma è l’occasione per assicurarci che la cultura riceva il riconoscimento che merita, utilizzandola al massimo per l’Europa del futuro”. E l’occasione per discutere su “come sfruttare al meglio l’Anno europeo e garantirne il risultato” è la conferenza di alto livello che si terrà a Bruxelles il 26 giugno. Secondo il commissario europeo “la priorità è arrivare ai giovani, che hanno un ruolo essenziale per la società di domani”. Per quanto riguarda il bilancio Ue, Navracsics sottolinea che “Europa creativa ha importanti novità, come lo schema per la mobilità degli artisti o le azioni per il patrimonio culturale. Per la parte dei media, invece, si finanzierà la promozione internazionale delle opere europee. Ci sarà online un indirizzario di film europei per rafforzarne l’accessibilità”. “Tanto lavoro ci attende – afferma Navracsics -. Vogliamo assicurarci che gli impegni degli Stati membri si traducano in benefici per i cittadini”.

SILVIA COSTA: LE RISORSE NON SONO COERENTI

Su Europa Creativa “vedo con positività il fatto che sono state recepite molte indicazioni del Parlamento europeo sulla mobilità degli artisti, sul patrimonio culturale, sulla musica, sul design, sulla moda – interviene l’europarlamentare Silvia Costa -. È un programma molto ambizioso, ma le risorse non sono coerenti. Il bilancio è sempre inadeguato”. E in effetti “ci sono molti più richiedenti rispetto ai fondi disponibili – ammette Navracsics -. E’ stato proposto un piccolo incremento che non risolve i problemi, ma è importante tutelare Europa Creativa come programma autonomo”. Autonomo, ma non isolato: “Bisogna mantenere i legami con gli altri programmi – spiega il commissario europeo -. Ad esempio con il programma per il rafforzamento dei diritti. Con queste sinergie si potranno avere ulteriori fondi per I progetti”. “Serve uno sforzo per più risorse”, è l’auspicio di Silvia Costa che solleva un dubbio: “Non sono convinta dalla scelta sulla quota di bilancio: si dice solo ‘fino a’ e questo non va bene perché le risorse potrebbero essere pochissime. Sarebbe meglio avere delle percentuali e ‘non meno di’, altrimenti il rischio è una non chiara ripartizione delle risorse nei tre settori” del programma.

Leggi anche:

Europa Creativa: stakeholder a confronto su programma e bilancio 2021-2027

Europa Creativa, Costa: in Parlamento chiederemo di aumentare le risorse

Ue, Costa: Da Erasmus+, Europa Creativa e Diritti e Valori passa Europa più innovativa e inclusiva

Dall’economia al digitale: l’Europa ha una nuova Agenda per la cultura

Rispondi