Dal 13 ottobre 2018 al 13 gennaio 2019 il Cenacolo Vinciano ospiterà una mostra di piccole proporzioni, ma di straordinaria qualità. L’esposizione “Leonardo da Vinci: prime idee per l’Ultima Cena” racconterà il percorso creativo del genio del Rinascimento attraverso dieci disegni provenienti dalla Royal Collection e generosamente concessi in prestito da Sua Maestà la Regina Elisabetta II. L’esposizione includerà sette fogli preparatori, di mano di Leonardo (1452-1519), e tre disegni di suoi allievi (Cesare da Sesto e Francesco Melzi).

Lo straordinario nucleo grafico sarò posto proprio davanti all’opera nel refettorio di Santa Maria delle Grazie e consentirà di scoprire come l’artista toscano iniziò a concepire l’Ultima Cena, come la composizione dell’opera crebbe nelle mani di Leonardo e divenne quel capolavoro assoluto che oggi vediamo. Il talento poliedrico dell’artista si espresse con eccezionale abilità nel disegno e Giorgio Vasari ricordava che Leonardo “non lasciò mai il disegnare et il fare di rilievo, come cose che gl’andavano a fantasia più d’alcun’altra”.
Egli concentrò i suoi (celeberrimi) studi di interesse anatomico tra la fine degli anni Ottanta e gli anni che vanno dal 1507 al 1513 (o forse dalla commissione della Battaglia di Anghiari, a Firenze, nel 1503). La fase dell’Ultima Cena (1494-1497) non è infatti caratterizzata dalla ricerca anatomica e le figure dipinte sono coperte da ampie vesti che ne nascondono la struttura.

I disegni che saranno esposti si possono raccogliere sostanzialmente in due blocchi. Un primo nucleo include gli studi d’insieme, ossia schizzi più rapidi, a penna, nei quali l’artista tenta lo studio della composizione nel suo insieme. In particolare, il foglio con studi compositivi è di eccezionale valore, poiché mostra come Leonardo fosse partito da una concezione tradizionale della rappresentazione dell’Ultima Cena e sia poi giunto a dipingere un’opera straordinariamente innovativa. Infatti, lo schizzo a penna mostra gli Apostoli distribuiti su ambo i lati della tavola, isolando la figura di Giuda, ma fu abbandonato per la soluzione che vediamo nel grande dipinto murale, dove gli Apostoli sono tutti disposti ai due lati di Cristo.

Gli studi che costituiscono il secondo nucleo espositivo, sono per lo più a matita rossa o nera e si soffermano invece con immensa capacità di osservazione su singoli dettagli, di volti o di gesti o di piedi: questi fogli già preludono la definitiva resa pittorica e sono tratti dal vero. I dieci disegni saranno esposti all’interno del Refettorio, per consentire un confronto immediato tra le fasi progettuali e l’opera finita. La mostra sarà inclusa nel normale prezzo del biglietto, ed è un omaggio del Polo Museale della Lombardia a Leonardo da Vinci, del quale si aprono così le celebrazioni per il cinquecentenario dalla morte (2 maggio 1519).

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