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Continua in commissione Cultura del Parlamento europeo la discussione su Europa Creativa 2021-2027: al centro dubbi e raccomandazioni sul programma del prossimo settennio e sulla proposta di bilancio della Commissione europea. “E’ positivo che il programma sia rimasto autonomo – sottolinea l’eurodeputata Silvia Costa, relatrice del programma – ma continua a soffrire di una sottovalutazione finanziaria e farò di tutto per un aumento del budget che, al netto dell’inflazione, è del 25-27%”. Dagli indicatori alle linee di azione: l’eurodeputata riporta anche le perplessità emerse durante il confronto a Roma con gli stakeholder del settore (per approfondimenti leggi: Europa Creativa: stakeholder a confronto su programma e bilancio 2021-2027) e accende i riflettori sulla questione governance. “Abbiamo imparato durante quest’Anno europeo del patrimonio culturale l’importanza di una governance, che la nuova Agenda per la cultura vuole mettere nel Piano d’azione, e quindi – chiede Costa – si può prevedere una governance più robusta con gli stakeholder al tavolo e le Dg interessate?”. Anche perché “se questi riferimenti precisi sulla volontà di integrare le risorse e i progetti non ci sono anche negli altri regolamenti, questo resta lettera morta”, conclude l’eurodeputata.

RACCOMANDAZIONI

Durante la riunione della commissione Cultura è stato poi presentato uno studio su Europa Creativa, effettuato con l’obiettivo di analizzare il programma e, soprattutto, di formulare raccomandazioni per il futuro. Lo studio conferma l’insufficienza del budget rispetto all’importanza del settore: i fondi esigui, dato l’elevato numero di domande, porta a un tasso di successo basso. Per quanto riguarda le sinergie, è vero che gli obiettivi e le priorità di Europa Creativa sono sempre più inclusi in altri programmi con bandi specifici, ma – è la perplessità emersa dallo studio – non c’è un piano strategico chiaro, non c’è un’attuazione congiunta dei bandi e non c’è uno sportello unico per i protagonisti del settore. Lo studio poi si sofferma sulle raccomandazioni politiche: prima di tutto, il futuro programma dovrebbe tener conto dei cambiamenti negli schemi dei consumi culturali riflettendo sul ruolo importante di città ed enti locali. Non bisogna ignorare, poi, il potere crescente delle piattaforme digitali ed è necessario impegnarsi nelle relazioni esterne di carattere culturale.

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