Santo StefanoIl ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, intervenga per “sbloccare rapidamente le opere di recupero e riqualificazione – già finanziate – dell’ex carcere di Santo Stefano (Ventotene)”. Questo l’appello lanciato dalla deputata Debora Serracchiani (Pd) che sul tema ha presentato un’interrogazione insieme ai colleghi di partito Luciano Nobili ed Anna Ascani. “Si tratta – spiega ad AgCult l’ex presidente della regione Friuli-Venezia Giulia – di un progetto interamente finanziato, perché ci sono 70 milioni di euro già stanziati dal Cipe nel 2016 per la messa in sicurezza, recupero e valorizzazione dell’edificio. L’ex ministro Dario Franceschini si adoperò subito per avviare il progetto con la realizzazione di un eliporto (costo 1,6 milioni di euro), necessario dal punto di vista logistico anche per realizzare i lavori”.

Il punto, prosegue la Serracchiani, “è che bisogna fare in fretta per continuare a spendere questi soldi. Vedere che in questo momento storico l’ex carcere crolla perché non c’è manutenzione fa effetto, deve essere piuttosto un monumento nazionale ed europeo. Per questo, anche, ho raccolto il grido d’allarme del sindaco di Ventotene ‘a fare presto’, per mettere da subito in sicurezza il prezioso manufatto storico”.

Il neo ministro Bonisoli, aggiunge, “appena eletto è andato a Pompei, penso che debba andare anche là. Adesso le autorizzazioni sono ferme, un rallentamento dovuto forse anche al cambio di governo. Attualmente si è infatti in attesa delle necessarie autorizzazioni affinché Invitalia – stazione appaltante per i lavori e società controllata dal Ministero dell’economia e delle finanze – possa essere messa nelle condizioni di procedere nello sviluppo del progetto di riqualificazione della struttura. Bisogna però fare in fretta: i soldi ci sono, Bonisoli solleciti il rilascio delle autorizzazioni”.

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