Rievocazioni storiche 2Migliaia di eventi culturali, sagre e feste rionali sono a rischio svolgimento in tutta Italia a causa delle stringenti norme di sicurezza sulle manifestazioni pubbliche emanate dal Viminale lo scorso anno. È l’allarme lanciato dal senatore di Forza Italia Andrea Causin che ha presentato, insieme alle colleghe di partito Roberta Toffanin e Maria Alessandra Gallone, un’interrogazione al ministro dell’Interno e a quello dei Beni culturali affinché rivedano le disposizioni emanate e stabiliscano regole più snelle per tutelare le Pro loco e permettere loro di proseguire nell’attività di promozione sociale, valorizzazione delle realtà naturalistiche, culturali, storiche, turistiche ed enogastronomiche.

“Le circolari del ministero dell’Interno emanate nel giugno 2017 stabiliscono che le Pro loco che organizzano piccole, medie o grandi manifestazioni, debbano in modo indifferenziato provvedere a una serie di misure di sicurezza che vanno da quelle classiche, come le norme antincendio, a quelle più complesse di antiterrorismo”, spiega Causin intervistato da AgCult. La conseguenza è “che si viene a creare una situazione molto impegnativa e onerosa in termini di tempo e di denaro sulle spalle dei comuni i quali, senza soldi, sono costretti a far saltare migliaia di eventi piccoli e medi perché economicamente non sostenibili”. Precisa il senatore FI: “Modificare le circolari sulla sicurezza non vuole significare un abbassamento delle misure di difesa, ma applicare un criterio di buon senso. Non si può mettere sullo stesso piano e utilizzare lo stesso dispositivo di sicurezza per la Sagra del fagiolo a Lamon (Belluno) una partita di Champions League o la messa del Papa a piazza San Pietro”.

Le Pro loco iscritte al Unione nazionale Pro loco d’Italia (Unpli) sono 6.200 e contano 600.000 soci. Ricorda Causin: “Sono associazioni di volontariato senza scopo di lucro che perseguono finalità di promozione e valorizzazione del territorio e delle risorse naturali, artistiche, ambientali e storiche a tutela delle tradizioni locali. Rappresentano un punto di riferimento sia per gli abitanti sia per i visitatori di una località e il loro numero negli ultimi anni è aumentato in modo considerevole”. Adesso, sottolinea il senatore forzista, “la burocrazia ha messo a dura prova tali associazioni a causa delle crescenti responsabilità e del proliferare di nuovi costi, con pesanti disagi per i volontari che si sentono ingiustamente sopraffatti”. Da qui la richiesta al Viminale e al Mibact affinché “rivedano le circolari e applichino un criterio di buon senso: le manifestazioni piccole non possono sottostare a quelle rigidità normative dovute a una burocrazia priva di ogni logica”.

Causin cita l’esempio dei mercati settimanali i quali, “dal punto di vista dell’aggregazione di persone e della quantità di materiali infiammabili che trattano, sono molto più pericolosi di tante manifestazioni, penso alle corse campestri organizzate dalle Pro loco. Eppure sui mercati settimanali non si applicano i dispositivi di sicurezza”. Le Pro loco, ricorda il senatore FI, “valgono qualche decimale del Pil. Pensare che migliaia di eventi, per via di queste norme, possano essere soppressi è inconcepibile. Anche perché, come recita un detto veneto, ‘piuttosto che perdere una tradizione, meglio bruciare un paese'”.

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