European Summit Cultural Heritage CostaDall’European Cultural Heritage Summit di Berlino, che ha fatto fare un grande passo avanti alla cultura nelle politiche europee, è emerso un impegno forte dell’Europa a valorizzare e a mettere al centro la cultura e il patrimonio culturale, anche nel piano di programmazione delle risorse economiche dei prossimi sette anni. Lo annuncia ad AgCult Silvia Costa, capogruppo S&D in commissione Cultura all’Europarlamento, che pone l’accento sul ruolo della cultura nella costruzione e nel rilancio del progetto europeo. Nota dolente per l’Italia, tuttavia, “l’assenza di una rappresentanza politica a livello governativo”. Oltre alla Germania, con gli interventi del Presidente della Repubblica Steinmeier e della ministra della Cultura Monika Grutters, altri Paesi, come la Francia con la Ministra alla cultura e “un video vibrante di Macron”, i Ministri di Romania, Grecia, Portogallo, Croazia, Lussemburgo e (anche loro in video) i presidenti portoghese e romeno, “hanno riconosciuto l’importanza del Summit facendosi rappresentare ai massimi livelli”, nota la Costa.

LE ASSENZE POLITICHE

“Non ci si può lamentare – aggiunge – di un asse franco-tedesco in Europa, se si lasciano le poltrone vuote. Sulla cultura noi eravamo protagonisti in Europa. Tuttora lo siamo in Parlamento. Ma lo siamo ancora nell’ambito del Consiglio dei Ministri europeo?”. Nel suo videomessaggio, il premier francese Emmanuel Macron “ha invitato tutti i partecipanti agli Stati generali della cultura, un evento da tenere a Parigi in autunno. Di questo e di altri temi abbiamo parlato con la Ministra francese della Cultura Francoise Nyssen”. Il vertice, evento centrale dell’Anno Europeo del Patrimonio culturale, è sostenuto dalla Commissione Europea e organizzato da Europa Nostra, dal Comitato nazionale tedesco per la protezione dei monumenti (DNK) e dalla Fondazione per il patrimonio culturale prussiano (SPK).

Nonostante l’assenza politica italiana, il nostro Paese ha avuto comunque un posto di riguardo grazie proprio al riconoscimento riservato all’eurodeputata (chiamata a svolgere il secondo intervento nel corso del vertice dopo quello del commissario europeo Tibor Navracsics) incaricata dal Parlamento, come relatore del Programma Europa Creativa anche per il settennio 2021/27. Un ruolo che la Costa si è conquistata sul campo. “Non abbiamo dovuto battere i pugni sul tavolo – spiega -. Abbiamo espresso delle idee e l’impegno sulla centralità della cultura e della creatività, abbiamo fatto un’azione politica di alleanze, di persuasione per dire che senza la cultura l’Europa non va da nessuna parte”.

BERLIN TO ACTION

Dopo Goteborg e il Forum di Milano, il pronunciamento di Berlino resterà. Nella capitale tedesca “abbiamo firmato solennemente l’appello, predisposto da Europa Nostra, ‘Berlin call to Action’ e adesso è aperta la firma anche sui social. Il documento impegna l’Europa a dare concretezza, anche nella programmazione europea delle risorse, nel valorizzare e nel mettere al centro la cultura e il patrimonio culturale”. E nel suo intervento, Silvia Costa ha rilanciato ulteriormente: “Ho detto che come relatore di Europa Creativa sento forte la responsabilità di far sì che alle parole seguano i fatti”.

L’eurodeputata ha cominciato il suo discorso dal palco del Summit ricordando l’iniziativa di S&D di qualche giorno fa quando, in occasione del World Refugee Day, il gruppo parlamentare ha invitato cento rifugiati di fronte al Parlamento europeo: tra questi anche un ballerino, Ahmad Joudeh, nato e vissuto in un campo profughi in Siria. Joudeh ha eseguito una danza toccante, ispirata al suo amore per la vita e per la libertà e al dolore per la sua gente. E alla fine Ahmad ha detto: ‘Per me il contrario della guerra non è la pace, è la creazione. E l’arte ha salvato la mia vita’. È questo – chiosa la Costa – il senso profondo del nostro lavoro”.

IL PROGETTO EUROPEO

Il progetto europeo oggi, anche nei confronti della sfida che ci si pone rispetto al tema dei migranti – prosegue Costa -, ha bisogno “di ritrovare la sua radice culturale. Il patrimonio è il simbolo di questo incrocio pacifico attraverso la cooperazione culturale e il riconoscimento che la diversità è una ricchezza e va a costituire il patrimonio comune perché, come dice il titolo del Summit, ‘Sharing Heritage – Sharing Values’. Questa è la grande vittoria del pensiero politico culturale italiano, insieme ad altri paesi, che ha dato vita all’Anno europeo del Patrimonio culturale”.

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