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Modificate le norme relative ai casi di esclusione delle opere cinematografiche dai benefici della Legge Cinema (L. n. 220/2016). É quanto dispone il Ministero dei Beni culturali con un atto (DM 303/2017) che modifica il decreto ministeriale 14 luglio 2017. Nell’opera di revisione sono state effettuate variazioni anche a parametri e requisiti per la destinazione cinematografica delle opere.

Il decreto 14 luglio 2017 aveva definito i criteri oggetto di modifica in attuazione delle disposizioni della Legge Cinema. La revisione delle disposizioni è stata effettuata tenuto conto del parere del Consiglio Superiore del cinema e dell’audiovisivo del 16 aprile scorso. Il parere – che Agcult ha potuto visionare – era stato acquisito in quanto previsto dalla Legge Cinema per l’individuazione dei casi di esclusione dai benefici in essa definiti.

OPERE ESCLUSE DAI BENEFICI DELLA LEGGE CINEMA

Con le modifiche apportate, si specifica che i factual entertainment basati su format non originali, i talent show e i reality show saranno individuati con decreto del Direttore Generale Cinema del Mibact. Tutte queste opere sono da considerarsi escluse dai benefici della Legge Cinema.

Cambiano i criteri per valutare l’esclusione o meno delle opere audiovisive di durata superiore a 52 minuti. Tra i requisiti che esse dovranno possedere viene esteso quello di distribuzione e di programmazione minima in sala. Oltre al criterio della distribuzione in 20 sale per almeno 7 giorni consecutivi, si fa riferimento alla proiezione di almeno 350 proiezioni cinematografiche.

PARAMETRI E REQUISITI PER LA DESTINAZIONE CINEMATOGRAFICA

Si precisa inoltre che la durata di proiezione delle opere cinematografiche deve essere intesa “come attività di proiezione al pubblico dell’opera per la sua intera durata”. Il riferimento all’intera durata è stato introdotto seguendo le indicazioni del parere reso dal Consiglio superiore del cinema e dell’audiovisivo il 16 aprile scorso. Nel parere, si legge infatti che la precisazione è necessaria “alla luce delle più recenti tendenze di mercato che vedono combinarsi tra loro modalità distributive anche diverse dalla sala per le opere cinematografiche”. Per intera durata, continua il decreto di modifica, si intende la durata dell’opera “ivi inclusi i titoli di testa e di coda, a fronte di un titolo d’ingresso a pagamento”.

Ridotti i requisiti per le opere audiovisive di carattere documentaristico e quelle di durata inferiore a 52 minuti. Per essere considerate opere cinematografiche, il decreto 14 luglio 2017 fissava i requisiti generali delle opere cinematografiche. Esse dovevano quindi essere ideate, progettate e realizzate per essere utilizzate principalmente al fine della visione da parte del pubblico nelle sale cinematografiche. Dovevano inoltre avere carattere narrativo compiuto di finzione o carattere documentaristico, realizzate anche con la tecnica dell’animazione. Il riferimento a questi due requisiti viene eliminato.

Rimangono i requisiti precedentemente stabiliti dall’apposito articolo del decreto. Le opere documentaristiche o di durata inferiore a 52 minuti dovranno quindi essere distribuite in almeno 12 sale. Per essere considerate opere cinematografiche, dovranno in alternativa o aggiunta aver partecipato a festival cinematografici di rilevanza nazionale o internazionale individuati dalla DG Cinema. In alternativa o aggiunta, i loro diritti di distribuzione dovranno essere stati venduti in almeno un paese estero di lingua non italiana.

Approfondimenti:

Decreto di modifica del DM 14 luglio 2017

DM 14 luglio 2017 – Individuazione dei casi di esclusione delle opere cinematografiche dai benefici della Legge Cinema

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