“In Italia, il nuovo Codice del terzo settore (decreto legislativo n. 117/2017) introduce una categoria più ampia e generale nella quale ricondurre tutte le forme associative e di impresa che perseguono, senza scopo di lucro, finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. Nonostante le osservazioni fornite da parte delle bande musicali italiane durante la fase di consultazione propedeutica alla scrittura della riforma indetta dal governo nel 2014, si riscontrano elementi della riforma che potrebbero portare al dimezzamento delle bande musicali in Italia”. È quanto si legge in un’interrogazione scritta alla Commissione europea di Ignazio Corrao, europarlamentare del Movimento 5 Stelle. Corrao chiede alla Commissione Ue “come valuta le preoccupazioni delle bande musicali italiane legate al nuovo Codice del terzo settore” anche in considerazione “dell’apporto dato dalle bande musicali all’economia sociale” e degli “obiettivi, sostegno finanziario e promozione dei premi previsti nel programma Europa creativa 2014-2020”.

PERDITA DELL’ALFABETIZZAZIONE MUSICALE

“Per gli effetti della riforma – spiega Corrao – le associazioni prevedono un calo del 50% delle bande musicali in Italia (circa 3000) e il conseguente calo di allievi e strumentisti, di classi dei licei musicali e dei conservatori, nonché dell’alfabetizzazione musicale di base nei prossimi anni”. “Le bande musicali italiane prevedono di poter continuare a svolgere la loro attività fino al dicembre 2018, ultimo mese in cui potranno svolgere l’attività formativa”, prosegue l’europarlamentare sottolineando “le caratteristiche delle bande musicali: formazione, cultura, arte, socializzazione, integrazione, tradizione, innovazione ed educazione alla cittadinanza”.

Per approfondimenti:

Il testo dell’interrogazione di Ignazio Corrao

 

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