musei Franceschini direttori autonomi LampisI cittadini europei (anche non italiani) potranno svolgere il ruolo di direttore nei musei autonomi statali del nostro Paese. Lo ha deciso l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato che si è pronunciata in via definitiva sulla nomina a direttore del Palazzo Ducale di Mantova di Peter Assman, appunto cittadino austriaco. Ha fatto bene il Mibact, in buona sostanza, a non applicare il DPCM n. 174 del 1994 (il quale vieta di attribuire ai cittadini UE qualunque posto dirigenziale, anche se di contenuto meramente gestionale), perché “risulta in contrasto con il diritto dell’Unione europea e non può quindi essere applicato dal Giudice nazionale”.

LA NORMA EUROPEA

Infatti, “la normativa UE (articolo 45 del Trattato di Roma) non consente di escludere un cittadino dell’Unione europea da una selezione pubblica, a meno che non si tratti di una posizione caratterizzata dall’esercizio esclusivo o prevalente di poteri autoritativi (es.: Magistrati, Militari, Forze di Polizia)”. Nel caso dei direttori dei musei non può quindi essere invocata la “riserva di nazionalità” (come era stato fatto appunto nel ricorso) perché le funzioni “di carattere pubblicistico e autoritativo” sono assolutamente minoritarie tra quelle attribuite ai direttori che hanno carattere prevalente “di gestione economica e tecnica”.

IL RICORSO AL TAR

Il TAR del Lazio aveva inizialmente accolto il ricorso proposto da una dirigente di nazionalità italiana del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MIBACT) e aveva annullato gli atti di nomina, osservando che la normativa vigente non consente di attribuire a cittadini stranieri alcun incarico di livello dirigenziale. Adesso l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato ha riformato la sentenza in questa parte confermando quanto previsto dalla riforma dei musei voluta nel 2014 da Dario Franceschini.

L’ENTUSIASMO DI FRANCESCHINI

E proprio Franceschini ha accolto su twitter con entusiasmo la decisione del consiglio di Stato: “Dopo anni di ricorsi e sentenze si chiude definitivamente la vicenda dei direttori stranieri nei musei con il via libera di oggi del Consiglio di Stato. Grazie a tutti i direttori italiani e stranieri che ora potranno continuare il loro lavoro straordinario”.

LA SENTENZA DI FEBBRAIO

“Ci risiamo, davvero difficile fare le riforme nel nostro Paese”. Così il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini aveva accolto la decisione – a febbraio – del Consiglio di Stato sui direttori dei musei autonomi. “I Direttori di Museo scelti con la selezione internazionale, italiani o stranieri che siano – spiegava su Facebook Franceschini -, in soli due anni hanno portato a risultati straordinari, dai 12 milioni di visitatori in più al miglioramento dei servizi e dell’attività scientifica. Il loro lavoro ha fatto il giro del mondo, suscitando consensi e ammirazione per l’Italia”.

Contro la riforma “sono stati presentati decine di ricorsi, ci sono state 16 decisioni del Tar Lazio, 6 del Consiglio di Stato, l’ultima delle quali a favore della possibilità di nominare direttori stranieri. Ora (febbraio, ndr) invece lo stesso Consiglio di Stato cambia posizione e rimette la decisione che riguarda la nomina di Peter Assman, direttore del Palazzo Ducale di Mantova, all’Adunanza plenaria. Si ricomincia. E ci vorranno mesi per una decisione. Io rispetto tutte le sentenze della Magistratura, e sono fiducioso della decisione finale, ma non posso che chiedermi: cosa penseranno nel mondo di un Paese in cui una riforma che ha funzionato viene rimessa continuamente in discussione? E cosa penseranno di noi quelle nazioni che da anni hanno direttori italiani a dirigere i loro musei più prestigiosi? E cosa penseranno quei cittadini che hanno visto il lavoro straordinario dei direttori degli Uffizi, di Brera, di Capodimonte, di Palazzo Ducale di Mantova, di Urbino, di Paestum?”. Ora, tuttavia, la questione è definitivamente chiusa.

Approfondimenti:

Leggi la Sentenza del Consiglio di Stato

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