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Nuove condizioni, modalità e procedure regoleranno la circolazione internazionale dei beni culturali. Le disposizioni in merito sono fissate dal decreto che il Mibact ha approvato e pubblicato in attuazione della Legge concorrenza – entrata in vigore nell’agosto del 2017.

La legge ha razionalizzato la normativa in tema di autorizzazione all’esportazione di opere d’arte di proprietà privata e non vincolate. In particolare, è stato elevato a 70 anni (da 50) la soglia al di sopra della quale può essere vietata l’uscita dal territorio nazionale di opere d’arte eseguite da autori non più viventi, mantenendo la possibilità di vincolare le stesse. È stata inoltre introdotta, con esclusivo riferimento all’esportazione, una soglia di 13.500 euro in riferimento al valore delle opere. Al di sotto di tale soglia, anche le opere con più di 70 anni e di autore non più vivente potranno uscire dall’Italia senza autorizzazione. In tale caso, è comunque richiesta la previa dichiarazione dell’interessato che sarà verificata dagli Uffici Esportazione. Questi ultimi potranno comunque apporre il vincolo e vietare l’esportazione.

La nuova disciplina non interviene sui beni vincolati né sulle opere incluse nelle collezioni dei musei che continueranno a non poter uscire in via definitiva dal Paese. La legge sulla concorrenza ha inoltre introdotto una nuova ipotesi di vincolo per eccezionale interesse culturale, che si aggiunge a quelle già previste dal codice. Per tale ipotesi sarà comunque possibile dichiarare beni culturali anche opere private di età inferiore a 70 anni.

CERTIFICATI DI AVVENUTA IMPORTAZIONE E SPEDIZIONE

Il primo articolo del decreto riprende le disposizioni del Codice dei beni culturali in merito all’ingresso nel territorio nazionale di beni culturali. La domanda per il rilascio del certificato di avvenuta importazione o spedizione deve essere presentata agli Uffici Esportazione del Ministero dei beni culturali. Le domande dovranno essere corredate dagli allegati, i cui modelli sono inclusi nel decreto, richiesti per i casi di importazione o spedizione.

UTILIZZO DEI PACCHI POSTALI

Per quanto inviato per mezzo di pacco postale, continua il secondo articolo del decreto, il certificato di avvenuta importazione o spedizione viene concesso anche se l’invio è stato fatto direttamente all’Ufficio della dogana. Esistono però dei precisi requisiti affinché ciò avvenga. Il pacco deve innanzitutto avere i suggelli integri e, dai timbri o da altri documenti, deve risultare che esso non sia stato ricevuto dal destinatario da più di quaranta giorni. Devono, inoltre, essere stati pagati i dazi doganali di confine. Il pacco deve corrispondere per peso, dimensioni e volume alle indicazioni che risultano dai documenti postali o doganali che lo accompagnano.

RILASCIO DEI CERTIFICATI

Gli Uffici Esportazione, stabilisce il terzo articolo, compiono tutti i controlli necessari ed entro quaranta giorni dalla presentazione della domanda rilasciano i certificati. Qualora emergano dubbi sull’attendibilità della documentazione, sulla provenienza o l’identità del bene, il soggetto che ha presentato la domanda ne viene informato. Questa eventualità sospende il termine dei quaranta giorni per tutto il tempo necessario alle verifiche e comunque non oltre trenta giorni.

DURATA DEI CERTIFICATI

Il quarto articolo del decreto fissa la durata dei certificati di avvenuta esportazione o spedizione. La durata del primo certificato rilasciato è di cinque anni dalla data del rilascio. Essa può essere soggetta a proroga di cinque anni in cinque anni. La richiesta di proroga deve essere presentata non oltre sessanta giorni prima della scadenza del certificato. Entro quaranta giorni dalla ricezione della domanda, gli Uffici Esportazione la trasmette alla Direzione generale del Mibact competente. È quest’ultima ad autorizzare o negare la proroga entro i successivi venti giorni.

RIESPORTAZIONE O SPEDIZIONE DEL BENE

In base a quanto stabilito dal quinto articolo, è possibile presentare il bene per il quale è stato rilasciato il certificato di avvenuta importazione o spedizione agli Uffici Esportazione per riesportarlo o spedirlo. Se il bene viene spedito verso uno Stato membro dell’Unione Europea, gli Uffici rilasciano l’attestato di libera circolazione; se il bene viene spedito verso uno Stato terzo, viene rilasciata la licenza di esportazione. In entrambi i casi, il decreto richiama le procedure del Codice dei beni culturali. Dopo il rilascio di questi documenti e qualora si intenda riportare il bene in Italia, si dovrà richiedere un nuovo certificato di avvenuta importazione o spedizione.

OPERE ESEGUITE DA MENO DI 70 ANNI E DA PIÙ DI 50

Il sesto articolo fissa i criteri per l’esportazione delle opere eseguite da meno di 70 anni e da più di 50. Per questa tipologia di beni, vengono forniti i modelli per la dichiarazione di non assoggettabilità del bene all’attestato di libera circolazione, secondo la procedura prevista dal Codice dei beni culturali. Per i beni di autore non più vivente, gli Uffici Esportazione può chiedere la presentazione fisica delle cose entro dieci giorni dalla presentazione della domanda. Qualora si reputi che i beni presentino interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico eccezionale, si dovrà procedere alla dichiarazione di eccezionale interesse. Questa eventualità deve essere comunicata all’interessato e alla Direzione generale del Mibact competente.

Se, alla presentazione della dichiarazione, l’Ufficio ritenga di dover procedere all’acquisto coattivo del bene dovrà chiedere, entro dieci giorni, la presentazione fisica dello stesso. Nei successivi venti giorni, si avvierà il procedimento per l’acquisto coattivo.

Se i beni rientrano nell’ambito di applicazione del Regolamento del Consiglio dell’Unione europea n. 116/2009 in tema di esportazione di beni culturali, l’interessato presenterà la richiesta di esportazione contestualmente alla dichiarazione che prova la non assoggettabilità del bene all’autorizzazione per la libera circolazione.

OPERE ESEGUITE DA OLTRE 70 ANNI CON UN VALORE INFERIORE A 13.500 EURO

In questo caso, secondo l’articolo 7, viene fornito un apposito modello per la dichiarazione di non assoggettabilità del bene all’attestato di libera circolazione. Il valore del bene dovrà essere comprovato a seconda della tipologia dello stesso.

Se il bene è stato oggetto di compravendita all’asta o tramite un mercante d’arte negli ultimi tre anni, dovranno essere mostrate le fotografie e le fatture da cui risulta il prezzo di aggiudicazione o vendita. Qualora esso è stato oggetto di cessione tra privati negli ultimi tre anni, oltre alle fotografie, dovrà essere mostrata una copia del contratto relativo all’acquisto o, in mancanza di contratto, una dichiarazione delle parti sottoscritta da un pubblico ufficiale da cui risulti il prezzo di acquisto.

Se il bene è destinato ad essere venduta all’estero, il richiedente deve presentare una fotocopia della pagina del catalogo d’asta da cui risulta la data della vendita a gara con le fotografie e una stima massima del bene. In alternativa, è possibile presentare il mandato a vendere o il contratto di deposito, sottoscritti dalle parti. Quest’ultimo dovrà indicare una stima massima del bene non superiore ad 13.500 euro. In ogni altro caso, il valore del bene può esser comprovato dalla stima di un perito o dall’Ufficio esportazione.

Entro dieci giorni dalla presentazione della dichiarazione, gli Uffici decidono se i beni sono da considerarsi beni culturali, secondo quanto disposto dal Codice dei beni culturali. In tal caso, chiedono la loro presentazione fisica e avviano il procedimento di dichiarazione di interesse particolarmente importante o di eccezionale interesse. Tale eventualità deve essere comunicata all’interessato e alla Direzione generale del Mibact competente. Se invece, alla presentazione della dichiarazione, l’Ufficio ritenga di dover procedere all’acquisto coattivo l’iter da seguire è quello visto per le opere eseguite da meno di 70 anni e da più di 50.

VALIDITÀ DEGLI ATTESTATI DI LIBERA CIRCOLAZIONE E LICENZE DI ESPORTAZIONE

Gli attestati di libera circolazione – recita l’articolo 8 – possono essere prorogati fino a un termine di cinque anni. La durata delle licenze di esportazione può essere prorogata fino a un anno. La definizione di questi termini è stabilita per tutti gli attestati e le licenze rilasciati dopo l’entrata in vigore della Legge concorrenza.

ANAGRAFE DELLE OPERE

In ultimo, l’articolo 9 stabilisce che, entro il 31 dicembre 2019, il Ministero dei beni culturali attiva l’anagrafe della circolazione internazionale delle opere culturali sul sistema informativo degli Uffici Esportazione. Tale strumento consentirà la gestione e il controllo in tempo reale di tutti i dati relativi alle cose e ai beni in transito sul territorio nazionale. L’anagrafe rilascerà un passaporto con validità pari a cinque anni.

Le specifiche tecniche del passaporto saranno definite, entro 90 giorni dalla pubblicazione del decreto, dalla DG Archeologia , belle arti e paesaggio, d’intesa con la DG Archivi e la DG Biblioteche e istituti culturali del Mibact.

Approfondimenti:

Condizioni, modalità e procedure per la circolazione internazionale di beni culturali

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