Teatro Opera RomaIl Ministro dei Beni culturali e del Turismo Alberto Bonisoli eserciti “il compito di vigilanza spettante al Ministero, assumendo iniziative per verificare la reale situazione debitoria della fondazione” Teatro dell’Opera di Roma e per “accertare le responsabilità della governance dell’ente”. Lo chiede in un’interrogazione a risposta scritta il senatore di Fratelli d’Italia Francesco Zaffini in cui ricorda come alla fondazione del Teatro dell’Opera siano state applicate le norme della legge Bray, “relative al risanamento delle fondazioni lirico-sinfoniche che versano in situazioni di difficoltà economico-patrimoniale”.

Nell’interrogazione, Zaffini rileva ancora che “i bilanci consuntivi 2014, 2015 e 2016 del teatro dell’Opera sono stati chiusi in pareggio di esercizio, ma con un aumento del debito della fondazione di rispettivamente 44, 54 e 53 milioni di euro, in violazione della norma di cui al comma 1, lett. d), dell’articolo 11 citato, che vieta il ricorso ad un nuovo indebitamento”.

Il senatore Fdi cita poi anche la relazione semestrale del commissario straordinario del Governo sul monitoraggio dello stato di attuazione dei piani di risanamento delle fondazioni lirico-sinfoniche. Dall’analisi effettuata, riporta il senatore, risulta che “gli elevati costi di produzione (6,48 Mln) conducono ad un margine di produzione negativo (-1,68 Mln di euro)”, che “anche il margine per posto disponibile, di conseguenza, è negativo per 3,4 euro” e che “rimane critico il livello dello stock debitorio”.

Infine, Zaffini cita ancora la relazione del commissario straordinario per dire che “nei richiami conclusivi e implicazioni per le azioni di risanamento, il commissario afferma che ‘è pure improcrastinabile intervenire per attenuare l’eccessiva rigidità che vede, ad esempio, i costi del personale stabili o addirittura in aumento’”.

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