Cultural Heritage Silvia Costa PEDal nostro inviato a Bruxelles – Non c’è contraddizione tra la valorizzazione della diversità culturale e l’affermazione di una comune identità europea. Lo ha sottolineato l’eurodeputata Silvia Costa (Pd) nel suo intervento in occasione della conferenza di Alto livello sull’Anno del patrimonio culturale che si è tenuta a Bruxelles. “Dal 2014, allora presidente della commissione cultura, sono tra coloro che qui in Parlamento europeo si sono battuti perché si dedicasse un anno al patrimonio culturale europeo, tangibile e intangibile, proprio in una fase difficile della vita dell’Europa, in cui vengono messi in discussione non solo il progetto di libertà, democrazia, pace e sviluppo che ha rappresentato in questi 60 anni l’Unione europea. Ma vengono messe in discussione anche le radici, l’identità e il comune destino che l’Europa significa per tanti di noi”.

“Ci siamo chiesti: cos’altro se non l’arte, la cultura, la spiritualità, l’architettura, la musica, la letteratura, il teatro, il cinema fanno riconoscere l’Europa nel mondo, danno un senso di appartenenza agli europei e possono rifondare un europeismo più consapevole? Cosa più del patrimonio culturale e paesaggistico dimostra meglio il nostro motto ‘uniti nella diversità‘ per il suo significato profondamente umano e universale, trasmesso, anche attraverso tragedie e divisioni, di generazione in generazione? Cosa crea libertà più della creazione artistica, uguaglianza più della partecipazione culturale, fraternità più della condivisione della bellezza e dell’armonia? Gli artisti sanno che non c’è contraddizione tra la valorizzazione della diversità culturale e l’affermazione di una comune identità europea, fondata su valori comuni, a partire dalla dignità della persona umana, che fondano anche la libertà dell’arte e della scienza”.

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