Juncker“L’industria culturale fa lavorare 7,8 milioni di donne e uomini in Europa. Nel prossimo bilancio pluriennale proporremo di aumentare la forza del programma ‘Europa Creativa’ dedicato alla cultura, sviluppando sinergie con ‘Horizon’, che sosterrà la ricerca nel settore media e cultura, e puntando anche sulla digitalizzazione del patrimonio culturale”. Lo ha detto il Presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, intervenendo a Bruxelles nel corso della high level conference “Cultural heritage in Europe – linking past and future”. “La cultura e il digitale – ha detto Juncker – devono andare di pari passo in modo armonioso”. Ha quindi parlato della nuove generazioni: “I giovani sono il futuro dell’Europa, dobbiamo avere la grande ambizione della cultura, come espressione dell’identità europea”.

Juncker ha anche affrontato il tema delle migrazioni: “Spesso in questi ultimi anni la solidarietà si è lacerata e le fragilità, le lacerazioni continuano ancora oggi. Serve dare una risposta coerente europea alla crisi migratoria, alla rottura della solidarietà che lascia ferite che durano a lungo nel tempo. Spesso però la causa di ciò è che ci conosciamo poco gli uni con gli altri”.

Il Presidente della Commissione ha aggiunto: “A scuola seguivo corsi di conoscenza del proprio paese, delle specificità della propria patria. Ecco, l’Anno europeo del patrimonio culturale è un corso proprio sulla patria europea, fatto per conoscere meglio l’Unione nella sua diversità. I popoli hanno scelto di unirsi e cooperare sapendo che ognuno avrebbe da perdere se restasse da solo. L’Europa è ricca nella diversità, se i Paesi restano assieme”.

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