Tibor Navracsics“Abbiamo oggi la possibilità di discutere di una tematica che è al cuore dell’integrazione europea: la cultura e il patrimonio culturale. Il progetto europeo ha sempre riguardato la cultura, perché essa è ciò che ci unisce più di qualsiasi altra cosa”. Ha aperto così il suo discorso alla Conferenza di Alto Livello “Cultural heritage in Europe – linking past and future” il commissario europeo alla Cultura e all’Educazione Tibor Navracsics.

“Al cuore di questo sforzo, c’è l’Agenda europea per la cultura”, continua Navracsics. “Ci sono delle ambizioni concrete che ci siamo fissati. La nuova agenda si incentra su un piano d’azione europeo per il patrimonio culturale che intendo presentare entro la fine di questo anno. Il piano d’azione ridefinirà una road map per il lavoro futuro relativo alla salvaguardia e alla promozione del patrimonio culturale europeo.”

“Le diverse culture dell’Unione – afferma Navracsics – ci permettono di imparare gli uni dagli altri e ci permettono di comprenderci. Dobbiamo apprezzare quello che abbiamo in comune e per questo la cultura e il patrimonio culturale sono così importanti per costruire una migliore Europa per il futuro insieme. Un’Europa che sia una Comunità resistente composta da comunità singole”.

L’ANNO EUROPEO DEL PATRIMONIO CULTURALE

“L’Anno europeo del patrimonio culturale può aiutarci molto”. È necessario quindi che, proprio in questo momento, si dettino “obiettivi ambiziosi” e si facciano “gli sforzi necessari per agire. Sono in corso lavori in diversi settori. Abbiamo realizzato così tanto perché tutti hanno lavorato e collaborato”. Si rivolge proprio a coloro che si sono adoperati così tanto, il ringraziamento del Commissario europeo alla Cultura e all’Educazione che cita tra tutti i comuni degli Stati membri, le organizzazioni della società civile, i partner della comunità internazionale, il Comitato delle Regioni e il Comitato Economico e Sociale. “Ambasciatori importanti” sono anche stati i deputati europei, come Petra Kammerevert e Silvia Costa.

“Siamo a metà dell’Anno del patrimonio e nei primi tre mesi sono stati già organizzati più di 2.500 eventi per il nostro ricco patrimonio culturale. Dobbiamo utilizzare questo anno come catalizzatore, per fare in modo che il patrimonio culturale e la cultura rimangano al vertice dell’agenda europea. Questo è importante se vogliamo raccogliere quel potenziale di sviluppo che ha la cultura e soprattutto se vogliamo rincentrare la nostra identità europea che non minaccia ma che completa le identità regionali e nazionali”.

IL VALORE DELLA CULTURA E DEL PATRIMONIO CULTURALE

“Questo è il momento in cui dobbiamo essere ambiziosi, sono fiero del fatto che la proposta della Commissione per il prossimo quadro finanziario pluriennale include un programma visibile per sostenere i settori della cultura e della creazione”. Tali programmi, afferma Navracsics, “richiedono sicuramente il contributo di altri fondi”, rispetto a quelli stanziati. “Io conto sul Parlamento europeo”.

“Siamo a un momento fondamentale. Adesso c’è un consenso ampio secondo il quale la cultura è fondamentale per spingere alla competitività e alla creazione, per la coesione e per le relazioni. La cultura – conclude il commissario europeo alla Cultura e all’Educazione Navracsics – è la forza che definisce chi siamo. Ci dice cosa abbiamo in comune, ci aiuta a capire cosa significa essere umani e ci dà i valori del contratto emotivo su cui si basano le nostre società. Ci dice che possiamo continuare a vivere nel contesto europeo”.

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