Antonio Tajani Europa“Solo prendendo consapevolezza e mettendo al centro la dimensione culturale possiamo evitare la fine del sogno europeo che in questo momento sta vivendo un momento molto difficile”. Il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani ha aperto da Bruxelles la Conferenza di Alto Livello “Cultural heritage in Europe – linking past and future” organizzata nell’Anno europeo del Patrimonio culturale e ospitata dall’europarlamento. Un evento che ha visto la presenza di esponenti di primo piano nel panorama politico e culturale europeo. La conferenza è stata introdotta dall’Euyo, l’orchestra giovanile europea, che ha suonato “toccando le note del mio cuore con il Nabucco” , ha detto Tajani. Presenti anche i ragazzi dell’associazione Europa Incanto chiamati ad eseguire alcune arie dell’Aida.

Tajani ha esordito dicendo che “la creatività rappresenta l’anima del nostro essere europei”. Il presidente ha ricordato poi che l’Europa accoglie da sola la metà del patrimonio mondiale dell’Unesco. “Noi europei sappiamo chi siamo – ha detto il presidente del PE – e non dobbiamo avere paura di essere aperti al confronto con altre culture. Più siamo forti della nostra identità e della nostra storia, più possiamo interloquire con gli altri. Soltanto chi è debole e non ha identità ha paura degli altri”.

INDUSTRIE CULTURALI E CREATIVE

“Grazie alla nostra storia – ha proseguito Tajani -, l’Europa è all’avanguardia delle industrie culturali e creative. Dove bellezza design e stile si fondono con tecnologia e saper fare industriale nella continua ricerca dell’eccellenza”. Questi settori sono dinamici e generano nuovi posti di lavoro. Si stima che per ogni posto di lavoro diretto, il settore culturale ne genera 27 indiretti. Quasi otto milioni di europei lavorano nell’industria culturale e creativa. “Senza un’azione decisa per preservare la nostra creatività – ha detto – a soffrirne sarà tutta l’economia del Continente. Dobbiamo sostenere i nostri ragazzi in un mondo dominato da giganti della tecnologia. Va garantita un’ampia offerta culturale evitando l’omologazione”.

DIRETTIVA SUI MEDIA

Tajani ha poi voluto ringraziare i parlamentari per “l’ottimo lavoro svolto sulla modifica della direttiva sui servizi dei media audiovisivi che prevede l’inclusione di quote di contenuti europei nelle piattaforme di video on demand”. La creatività necessita di investimenti e dedizione, ma anche – ha detto Tajani – di una giusta remunerazione. “Non possiamo più tollerare che la creatività europea sia sfruttata per arricchire i giganti del Web. L’Unione ha il dovere di garantire il buon funzionamento del mercato digitale, assicurando un’effettiva protezione dei diritti d’autore”.

LA LEADERSHIP EUROPEA

Il patrimonio di stile, saper fare e bellezza dell’Europa rappresenta “una leadership indiscussa a livello globale” che non può essere “delocalizzato”, è il vero volano per il nuovo rinascimento politico ed economico del Continente. I nuovi viaggiatori dei prossimi dieci anni (circa 2 miliardi) cercano la bellezza, lo stile, il design, la moda di noi europei. Una domanda inesauribile con ricadute su tutti i settori produttivi europei. “Il patrimonio culturale è un elemento chiave per l’economia e l’attrattività dell’Europa – spiega Tajani -. L’innovazione è la via per incentivare questo potenziale”.

IL PATRIMONIO CULTURALE

Il patrimonio culturale – ha detto in conclusione Tajani – rappresenta “non solo le nostre radici, ma soprattutto il nostro futuro. Un sentimento comune europeo non si crea soltanto attraverso l’economia, sicurezza, banche, moneta. L’anno europeo del Patrimonio culturale è un’occasione che non possiamo e non vogliamo perdere per riscoprire la straordinaria diversità culturale su cui si fonda la nostra avventura europa. Solo riprendendo consapevolezza e mettendo al centro la dimensione culturale possiamo evitare la fine del sogno europeo che in questo momento sta vivendo una situazione molto complicata”.

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