“Continuerò a insistere: l’educazione alla musica è la mia priorità. Questo crea nuove generazioni che sanno ascoltare, forse meglio di noi, perché tutti tendiamo a voler avere ragione e invece bisogna ascoltarsi”. Lo ha detto il Maestro Ezio Bosso incontrando i giornalisti a Bruxelles a margine della conferenza di alto livello sull’Anno europeo del patrimonio culturale. “La musica non va strumentalizzata per dare ragione a un pensiero più che un altro – sottolinea Bosso –, il musicista per natura è un ascoltatore e noi dovremmo cominciare ad ascoltarci e ad ascoltare le differenti ragioni”.

MUSICA E’ PARTECIPAZIONE, VALORE FONDAMENTALE DELL’UE

“Fin da bambino ho dovuto imparare tedesco, francese e inglese. La musica ci insegna a dare valore alla parola – ha proseguito Bosso -. Questa visione non ha mai avuto confini, una partitura non ha confini perché trascende il limite principale del pregiudizio”. Cosa significa studiare musica? “Non si studiano solo le note, ma la vita e la storia della persona, si diventa quella persona, si partecipa – sottolinea il musicista -. Ed ecco: il valore della partecipazione è uno dei valori fondamentali di una comunità allargata come quella europea. Nel caso specifico, la musica classica è quella che definisce di più il territorio europeo”. Partecipazione vuol dire anche lavoro di squadra: “Tutti vorremmo essere il primo violino – conclude Bosso – ma in realtà è l’apporto fondamentale degli ultimi violini a far esistere l’orchestra. Il lavoro del direttore e del primo violino è un lavoro di responsabilità per mantenere insieme quel progetto comune che è migliorarsi”.

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