Ivrea Unesco Ok“Ivrea Città Industriale del XX Secolo” è stata iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco. È il 54esimo sito italiano. La decisione è stata presa durante i lavori del 42esimo Comitato del Patrimonio Mondiale che si è tenuto a Manama in Bahrein. Nella stessa occasione, il Comitato ha deciso di rinviare la candidatura dell’altro sito italiano in lizza “Le colline del prosecco di Conegliano e Valdobbiadene” che ha comunque ribaltato una situazione di partenza molto sfavorevole e che potrà ripresentare il progetto l’anno prossimo.

LA DECISIONE UNESCO

Il Comitato del Patrimonio mondiale dell’Unesco ha evidenziato la “visione moderna del rapporto tra produzione industriale e architettura” espressa dalla città piemontese. “La città industriale di Ivrea si trova nella regione Piemonte e si è sviluppata come terreno di prova per la Olivetti, industria di macchine da scrivere, calcolatrici meccaniche e computer per ufficio. Il sito comprende una grande fabbrica ed edifici destinati a servire l’amministrazione e i servizi sociali, nonché unità abitative. Progettato da importanti urbanisti e architetti italiani, soprattutto tra il 1930 e gli anni ’60, questo complesso architettonico riflette le idee del ‘Movimento Comunità’. Progetto sociale modello, Ivrea esprime una visione moderna del rapporto tra produzione industriale e architettura”.

IL MINISTRO BONISOLI: UN RICONOSCIMENTO ALLA CONCEZIONE DI OLIVETTI

Sulla vittoria di Ivrea è intervenuto il Ministro dei beni e delle attività culturali, Alberto Bonisoli, che ha sottolineato come si tratti di “un riconoscimento che va a una concezione umanistica del lavoro propria di Adriano Olivetti, nata e sviluppata dal movimento Comunità e qui pienamente portata a compimento, in cui il benessere economico, sociale e culturale dei collaboratori è considerato parte integrante del processo produttivo”. “Auspico che il tempo concesso all’Italia – ha aggiunto Bonisoli parlando dell’altro sito in lizza, quello del prosecco – consentirà ai promotori della candidatura Unesco di questo sito eccezionale, che esprime al meglio il paesaggio produttivo di un’eccellenza del made in Italy come il prosecco, di conseguire l’obiettivo”.

ANTONELLA PARIGI: UNA CITTA’ CHE PARLA AL FUTURO

Esulta anche l’assessore alla Cultura e al Turismo della Regione Piemonte, Antonella Parigi: “Un grande riconoscimento, non solo per la città e per il territorio dell’Eporediese, ma soprattutto a una candidatura che ha saputo raccontare una città e la sua storia, ma che parla anche al futuro, proponendo un mondo fatto di amore per l’essere umano, di comunità e armonia tra tecnologia e ambiente. Una visione che dovrebbe far riflettere il nostro presente e la politica attuale. Un ringraziamento va a tutti quelli che, come noi, hanno lavorato a questo progetto: l’ex sindaco di Ivrea Carlo della Pepa che per primo ci ha creduto, la Città di Ivrea, la Fondazione Adriano Olivetti, la Fondazione Guelpa, la Città Metropolitana, il Ministero. Questa è solo una partenza: ora comincia il lavoro per far sì che questo riconoscimento diventi un patrimonio comune e parte integrante della visione per lo sviluppo e il futuro di Ivrea e dell’Eporediese”.

IVREA CITTA’ INDUSTRIALE: IL PROGETTO

Ivrea rappresenta un esempio distintivo della sperimentazione di idee sociali e architettoniche sui processi industriali, e un’esperienza innovativa di produzione industriale di livello mondiale che guarda in special modo al benessere delle comunità locali. Fondata nel 1908 da Camillo Olivetti, la città industriale di Ivrea è un progetto industriale e socio-culturale del XX secolo. La maggior parte dello sviluppo di Ivrea avvenne nel periodo degli anni ’30 e ’60 sotto la direzione di Adriano Olivetti, periodo in cui l’azienda Olivetti produceva macchine da scrivere, calcolatrici meccaniche e computer. La forma della città e gli edifici urbani di Ivrea sono stati progettati da alcuni dei più noti architetti e urbanisti italiani di quel periodo. La città è composta da edifici per produzione, amministrazione, servizi sociali e usi residenziali, che riflettono le idee del Movimento Comunità. La città industriale di Ivrea rappresenta quindi un significativo esempio delle teorie dello sviluppo urbano e dell’architettura del XX secolo in risposta alle trasformazioni industriali e sociali, inclusa la transizione dalle industrie meccaniche a quelle digitali.

La perimetrazione comprende il perimetro dell’area destinata al progetto industriale olivettiano, includendo gli edifici della produzione, gli uffici, i servizi (asilo nido, mensa, servizi sociali), le residenze. La candidatura, presentata all’UNESCO a gennaio 2017, è stata sottoposta al processo di valutazione da parte degli Organismi consultivi dell’UNESCO, durato un anno e mezzo. Gli esiti della valutazione sono stati presentati al 42° Comitato del Patrimonio Mondiale, che ne ha deciso l’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale.

La candidatura è promossa dal Comune di Ivrea e dalla Fondazione Adriano Olivetti, insieme alla Fondazione Guelpa, la Regione Piemonte, la Città Metropolitana di Torino e il Comune di Banchette è coordinata dal Segretariato Generale – Ufficio UNESCO del MiBACT, e si è avvalsa della collaborazione del contributo di diverse istituzioni ed esperti del mondo scientifico e culturale.

LE COLLINE DEL PROSECCO: UN OTTIMO RISULTATO

Il progetto “Le colline del prosecco di Conegliano e Valdobbiadene” è stato rinviato al 2019 per non aver raggiunto la maggioranza dei delegati necessaria per conquistare l’inserimento diretto nella lista Unesco. La sessione si è infatti conclusa con 12 voti a favore del dossier e 9 contrari. Alla candidatura italiana è stata richiesta una integrazione tecnica al dossier che sarà riesaminato nel 2019, nell’ambito della prossima sessione del Comitato che si terrà a Baku, in Azerbaigian. Nonostante il rinvio, si tratta comunque di un buon risultato, visto che la candidatura italiana partiva da una richiesta di stralcio, di bocciatura. Una posizione ribaltata da parte del valutatore dell’Unesco – spiega l’assessore alla cultura della Regione del Veneto, Cristiano Corazzari, componente della delegazione veneta -, “superando e neutralizzando la strumentale azione di lobby condotta contro di noi dalla Spagna e da altri Paesi”.

MIBACT – La decisione del Comitato Unesco – fanno sapere dal Ministero -, nel riconoscere le potenzialità del sito e l’efficacia del sistema di protezione e gestione, messo in atto dalle autorità italiane, ne rinvia la trattazione affinché l’Italia possa rappresentare al meglio le caratteristiche di questo patrimonio e completare il processo di attuazione delle specifiche misure di tutela, già avviato con la candidatura. Il lavoro fin qui svolto da parte di tutte le istituzioni coinvolte e il gruppo di esperti incaricati ha dato la possibilità all’Italia di illustrare le qualità sceniche di un paesaggio di valore, accrescendo di consapevolezza collettiva rispetto alle tradizioni culturali locali.

LUCA ZAIA – Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, plaude in ogni caso al lavoro svolto: “Entrare con un parere strumentalmente negativo e tornare da Bahrein con il maggior numero di consensi dei delegati, senza raggiungere tuttavia la prevista maggioranza di 14 per soli 2 voti, è la dimostrazione palese che il dossier sulle Colline del Prosecco Conegliano-Valdobbiadene Patrimonio dell’Umanità è stato redatto correttamente. Faremo tutte le integrazioni che l’Unesco richiede e ci rivedremo tra una anno a Baku, alla prossima sessione del Whc”.

“Voglio ringraziare – conclude Zaia – per la realizzazione di questo dossier e per il lavoro svolto anche in termini di relazioni diplomatiche, il sottosegretario Guglielmo Picchi, capo delegazione, l’ambasciatore Vincenza Lomonaco, il dottor Pier Luigi Petrillo e l’assessore Cristiano Corazzari che hanno sostenuto validamente le nostre ragioni in Bahrein. Sono certo che questa delegazione, che ha già dimostrato le sue grandi capacità, integrerà con la forza dei nostri argomenti il dossier veneto e ci consentirà di tagliare positivamente il traguardo l’anno prossimo”.

Approfondimenti:

Leggi il dossier e le motivazioni della candidatura di Ivrea

Consulta il dossier del progetto Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene

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