Mic card musei in Comune RomaUna carta che, al costo di 5 euro, consente a chi vive e studia a Roma di accedere gratuitamente al sistema dei musei civici della Capitale. Mic è stata presentata in Campidoglio dalla Sindaca di Roma Virginia Raggi, dall’Assessore alla cultura e vice sindaco Luca Bergamo e, ospite d’eccezione, dal ministro dei Beni e delle Attività culturali Alberto Bonisoli. Un’iniziativa, ha sottolineato Bergamo, che va oltre la sua valenza strumentale pur rappresentando un unicum in Europa (almeno a questo prezzo). Infatti, “mettere a disposizione dei cittadini, di una comunità come Roma” le oltre 20mila opere d’arte presenti nella Capitale, “non come strumento del tempo libero, ma come elemento di appartenenza alla comunità, è una scelta politica profondissima e che fa parte dello sviluppo e dell’orientamento della città”. La card si rivolge infatti prima di tutto a chi non visita questi musei: i romani. Per ora sono state stampate 150mila card, ma l’amministrazione non si pone obiettivi. L’unico dato di partenza sono i biglietti venduti ai romani nel 2017: circa 70mila.

L’idea è sostenuta con determinazione dalla sindaca che ha sottolineato come “la cultura non è la possibilità di visitare un museo, è l’aria stessa che si respira a Roma”. Con questa carta “vogliamo fare in modo che tutti possano decidere di entrare in un museo come entrerebbero in qualsiasi altro posto. La cultura fa parte delle nostre radici, dobbiamo solo riscoprirlo. Con la Mic stiamo rendendo accessibili tutti i musei ai romani. Non è stato semplice raggiungere questo risultato”.

BERGAMO: UNA SCELTA POLITICA PROFONDISSIMA

Il vice sindaco Bergamo tiene in modo particolare a sottolineare l’importanza di questa tessera: dal punto di vista dello strumento, ma anche come segnale politico forte. “Con la Mic – ha detto – consentiamo di godere delle oltre 20mila opere tra cui alcuni capolavori e di oltre 29 esposizioni temporanee da qui a fine anno con il semplice gesto dell’acquisto di questo oggetto. È un gesto importante perché noi riteniamo che il godimento dell’arte e la partecipazione culturale sia un elemento fondamentale di ricostruzione di senso di comunità e di vita civile. Vorrei che non venisse sottovalutato un elemento – ha spiegato -: con la Mic questa città cerca di parlare a coloro che normalmente i musei non li visitano. Stiamo predisponendo una campagna di comunicazione”. Annunciando che anche il Macro sarà ad ingresso gratuito, Bergamo risponde “a chi sosteneva che questa iniziativa fosse una beffa. È un fatto unico in Europa”.

IL MINISTRO: VOGLIO RUBARE L’IDEA DELLA CARTA

Torna in Campidoglio un ministro della Cultura dopo gli anni di scontro tra Dario Franceschini l’amministrazione targata 5 stelle. “Volevo fare le congratulazioni – ha detto Bonisoli in conferenza stampa – per aver reso possibile una cosa semplice. Un importante e non scontato risultato è stato raggiunto”. Un risultato che piace molto al ministro: “Mi piacerebbe rubare questa idea. Mi piace che si ragiona dal punto di vista di sistema museale. Il fatto di mettere in rete una ricchezza della città. Mi piacerebbe sperimentare in altri territori il concetto, anche se lo strumento non so se sarà lo stesso”.

La sua presenza qui ha una valenza ulteriore: “Volevo dare una testimonianza di un progetto di collaborazione tra ministero e comune per ragionare sull’enorme ricchezza di Roma. Che è la capitale d’Italia, non è una città come le altre”.

Infine, sottolineando l’importanza di questa ritrovata sintonia, Bonisoli ha chiarito che “al di là della proprietà di un bene, vale la pena ragionare in un modo più ampio cercando forme di collaborazione con due obiettivi: cercare di fare qualcosa che abbia un’armonia e che sia accompagnato da una maggiore fruibilità”.

I CAPITOLI ANCORA APERTI

Spazio, soprattutto nelle domande della sala, ai temi che tante pagine dei giornali hanno riempito nei mesi scorsi: dal biglietto di ingresso al Pantheon alla costituzione della Central Park romana con l’accorpamento dell’area archeologica centrale. Ancora possibilista il vice sindaco di Roma sul progetto dell’area centrale, definendolo tutt’altro che utopico. Gli fa sponda il ministro, per il quale “qualsiasi sia il progetto scelto, sarà qualcosa dove saranno i romani a decidere. Il ministero può partecipare e aiutare, ma quello che serve è una riflessione della città e vedremo fin dove accompagnarla. Il problema è di indirizzo politico”. Sul Pantheon poi dice che “deve essere inquadrato in un contesto più ampio” e che le variabili di cui tener conto sono tante, anche quelle dei costi e dei benefici.

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