Camera deputatiModificare l’articolo 169 del Codice dei beni culturali e del paesaggio che prevede il reato di opere illecite sui beni culturali. Tale norma punisce con l’arresto da sei mesi a un anno e con l’ammenda da euro 775 a euro 38.734,50 chiunque realizzi, senza la prescritta autorizzazione del soprintendente, interventi modificativi sui beni culturali. La proposta del presidente del gruppo Misto – Minoranze linguistiche di Montecitorio Manfred Schullian depositata alla Camera e assegnata alla Commissione Giustizia di Montecitorio, intende cambiare il carattere del reato contravvenzionale di interventi abusivi sui beni culturali e prevedere l’estinzione del reato stesso in riferimento a interventi di carattere minore, se la sopravvenuta autorizzazione del soprintendente accerta la compatibilità dell’intervento con i vincoli gravanti sui beni culturali.

LA PROPOSTA DI LEGGE

Ricorda il deputato della Svp che la norma attuale non consente che “l’accertamento postumo di compatibilità con il vincolo culturale o l’autorizzazione in sanatoria rilasciata dall’autorità preposta possa valere a estinguere il reato o a escluderne la punibilità”. Ed è proprio questo il punto oggetto della pdl dell’esponente di Bolzano. Una fattispecie incriminatrice analoga – riporta la proposta – è prevista dall’articolo 181 dello stesso codice per interventi abusivi sui beni paesaggistici. Tuttavia, mentre nei casi di interventi abusivi sui beni paesaggistici il reato contravvenzionale si estingue quando sopravviene l’autorizzazione successiva all’intervento, sempreché questo sia di carattere minore, nei casi di interventi abusivi sui beni culturali l’autorizzazione successiva non reca alcun beneficio penale. Per il parlamentare trentino “la sanzione penale sembra francamente eccessiva per un fatto del tutto inoffensivo dal punto di vista sostanziale”.

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