Camera deputatiIl governo proceda in tempi brevi all’adozione dei decreti legislativi al fine di dare piena attuazione alla legge “Disposizioni in materia di spettacolo e deleghe al Governo per il riordino della materia” (il Codice dello Spettacolo). E’ quanto chiede la deputata Flavia Piccoli Nardelli (Pd), in un’interrogazione indirizzata al Mibact, sottolineando che “il mondo della cultura, che ha espresso segnali positivi per l’approvazione della legge, attende la piena attuazione dei princìpi di delega”.

Quasi al termine della XVII legislatura – ricorda la Piccoli Nardelli, presidente nella passata legislatura della commissione Cultura di Montecitorio – risulta approvata la legge 22 novembre 2017, n. 175, una riforma complessiva del settore dello spettacolo che interviene con la finalità di promuovere e sostenere il settore, nella pluralità delle sue espressioni.

L’articolo 2 della legge ha delegato il Governo ad adottare, entro dodici mesi dalla data della sua entrata in vigore uno o più decreti legislativi per il coordinamento e il riordino delle disposizioni legislative e di quelle regolamentari che disciplinano l’attività, l’organizzazione e la gestione delle fondazioni lirico-sinfoniche, nonché per la riforma della disciplina dei settori relativi a teatro, musica, danza, spettacoli viaggianti, attività circensi, carnevali storici e rievocazioni storiche, mediante la redazione di un testo unico normativo denominato ‘codice dello spettacolo’.

IL CODICE DELLO SPETTACOLO

La Camera dei deputati ha approvato l’8 novembre 2017 con 265 voti favorevoli, 13 contrari e 122 astenuti il ddl “Disposizioni in materia di spettacolo e deleghe al Governo per il riordino della materia” (il Codice dello Spettacolo). Il provvedimento aveva già ricevuto il via libera dal Senato il 20 settembre. Presente in Aula l’allora ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, che commentò: “Ci sono molte cose innovative nel testo, più risorse al Fus, il tax credit per la musica, l’estensione dell’art bonus, nuove forme di spettacolo, insomma un provvedimento importante che si aggiunge all’approvazione della nuova legge sul cinema. Grazie alla maggioranza e alle opposizioni, non sarebbe la prima volta che sui provvedimenti che riguardano la cultura c’è un consenso più largo rispetto alla maggioranza parlamentare, e questo mi fa sperare che nella prossima legislatura, comunque vadano le elezioni, le politiche culturali resteranno centrali nelle scelte strategiche del paese”.

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