Architettura

“Non c’è architettura se non ci sono occhi attrezzati per vederla, se non ci sono menti aperte per desiderarla, se non ci sono sensibilità che la chiedono. E non c’è cittadinanza senza architettura. Il nostro compito è ‘tornare’ ai cittadini e cercare di promuovere in loro un riarmo culturale che sta nella capacità di esprimere desideri”. Così Paolo Baratta, presidente della Biennale di Venezia, intervenendo a Roma al VIII Congresso nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori italiani. La Biennale “ha speso e spende molte energie per far tornare il desiderio di architettura nel nostro Paese – ha sottolineato Baratta -. Anni fa era una manifestazione che durava qualche settimana, l’abbiamo portata a sei mesi. Vogliamo parlare ai visitatori, a coloro che dall’architettura dovranno trarre massimo vantaggio”.

LO SPAZIO GRATUITO E IL CORAGGIO DI IMMAGINARE

Un’“utopica operazione di rinascita del desiderio”, la definisce Baratta sottolineando che “l’architettura è una disciplina a sé, diversa dalle altre” chiamata a proporre “nuove idee per un futuro che in parte dobbiamo immaginare, desiderare e con coraggio realizzare. E’ importante che ci sia molta più sperimentazione”. L’architettura deve avere il “coraggio di immaginare, non offrire soluzione ma idee e il saper immaginare si impara facendo”. “L’architettura è un ‘di più’ perché consente di completare la ricchezza del Paese”, prosegue il presidente della Biennale, che quest’anno dedica attenzione al concetto di spazio gratuito. “L’architettura è l’arte del confine tra privato e pubblico – riflette Baratta -. Abbiamo diritto a uno spazio gratuito e solo l’architettura ce lo può dare”. Spazio gratuito che non significa “spazio di nessuno, ma spazio pensato, nel quale costruire un dialogo. Non basta lo spazio virtuale, infatti, occorre un luogo fisico per l’incontro tra persone”, conclude Baratta.

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