A partire dalla prossima finanziaria, che verrà discussa in autunno, ci saranno più risorse per la cultura. Lo ha assicurato il ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, intervenuto davanti alle commissioni Cultura di Camera e Senato per illustrare le linee programmatiche del suo dicastero. “Come parte dell’esecutivo voi siete i miei riferimenti e con voi mi dovrò confrontare, mi farò dire cosa va bene e cosa no, mi segnalerete quali aspetti ci stiamo dimenticando o trascurando e quali sensibilità non stiamo ascoltando. A partire dalla prossima finanziaria ci saranno più risorse per la cultura. Chi è venuto prima di me, l’onorevole Dario Franceschini, ha già fatto parecchio aumentando il bilancio del minsitero e da parte nostra c’è la volontà di continuare questa operazione”.

“Non farò numeri, ma l’ambizione è alta, sarà un vero cambio di passo. Penso che questo paese ha bisogno di un cambio di direzione, devono finire gli anni della spending review tagliando sulla cultura. La cultura non fa rumore, quando si taglia è difficile che qualcuno se ne accorga. Franceschini ha già provveduto ad andare in una direzione differente e io continuerò su questa strada”.

LA STRUTTURA DEL COLLEGIO ROMANO

Per quanto riguarda il Collegio Romano, Bonisoli spiega: “Quello che so che chi lavora dentro il ministero non è soddisfatto di come sta funzionando il ministero, so anche che chi lavora dentro non vuole un altro cambiamento organizzativo. Ogni volta che si fa un cambiamento radicale bisogna lasciare alle persone il tempo di sedimentare, altrimenti se cambio troppo frequentemente si rischia di scollare completamente le persone dalla struttura e dai processi. Non vuol dire che dobbiamo mantenere tutta l’organizzazione così com’è, ma vuol dire che prima di muoversi bisogna fare una sperimentazione oculata evitando il rischio di creare ulteriori spaesamenti nei colleghi che si occupano del ministero”.

NUOVE ASSUNZIONI AL MIBACT

Il ministro annuncia quindi di avere in mente “di procedere con un piano di assunzioni straordinario, in particolare per archivi e biblioteche, sovrintendenze e musei. Questo perché veniamo da un blocco totale del turn over e un calo degli organici. Siamo sotto pianta organica e ci aspetta un’uscita dal ministero di centinaia di persone all’anno. Nel frattempo abbiamo tappato i buchi con soluzioni creative”. Servono, spiega, “migliaia di assunzioni nei prossimi anni e dobbiamo trovare le risorse per farle. Laureati, storici dell’arte, archeologi e architetti, senza dimenticare la parte gestionale”.

18 APP

“In questo momento non c’è perché il Consiglio di Stato l’ha cancellata, ma venerdì prossimo dovrebbe andare in Consiglio dei ministri e viene prorogata per il 2018 e il 2019: per il 2018 resterà uguale, per l’anno dopo introdurremo dei correttivi. Noi – spiega Bonisoli – abbiamo il dovere morale nei confronti delle nuove generazioni a cercare di incentivarli alla cultura. E’ una cosa che dobbiamo continuare e su cui costruire un progetto che deve volare alto. Dobbiamo puntare sui giovani, non solo i 18enni, e vanno coinvolte le industrie creative”.

SOSTEGNO AI PICCOLI MUSEI

“C’è tutta una realtà museale che è difficile che possa stare in piedi da sola, quindi bisognerà trovare delle forme affinché aumenti il sostegno, e affinché questo strumento sia sostenibile”.

CHIAMATA ALLE ARMI PER MATERA 2019

“Ci sono dei ritardi strutturali e non credo che verranno completamente recuperati. Ne saranno recuperat a sufficienza ma quello previsto non ci sarà a gennaio 2019. La risposta a questi ritardi strutturali è esagerare sull’altro fronte, ovvero la cultura. È una chiamata alle armi, dobbiamo mobilitare le risorse culturali del paese perché questa è un’occasione per il paese da non perdere. È una scommessa che non possiamo perdere, abbiamo un’opportunità e ce la dobbiamo giocare fino in fondo: dobbiamo fare di più e creare un ‘effetto wow’ che stupisca il mondo”.

TRA LE MIE PRIORITÀ FUNZIONAMENTO MINISTERO E DIPLOMAZIA CULTURALE

“La prima cosa che mi è stata raccontata è che il funzionamento del ministero non sta andando al meglio. Cosa possiamo fare? Il problema ce lo dobbiamo porre e bisogna trovare una soluzione”, ha detto il ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, nel corso dell’audizione davanti alle commissioni Cultura congiunte di Camera e Senato. Ma, oltre questa, ci sono “anche altre priorità su cui mi vorrei soffermare”, ha aggiunto Bonisoli: “Ad esempio il tema della diplomazia culturale. Non mi ero reso conto di quanto Matera 2019 fosse conosciuta in Europa. Abbiamo tra le mani un’occasione unica che non dobbiamo perdere. Deve diventare uno sforzo da portare avanti”. All’estero, prosegue il titolare del Collegio Romano, “siamo conosciuti principalmente per la cultura. Usiamo come un’opportunità questo canale diplomatico,  giochiamocelo bene”.

Tra i principali temi su cui Bonisoli vuole porre attenzione anche quello di “capire, gestire e migliorare i processi di selezione per i progetti che vengono presentanti” perché “la priorità è la credibilità”.  Spiega il ministro: “Ho notato, sin da quando sono entrato al ministero, che diversi soggetti a cui non erano stati elargiti dei contributi si lamentavano a prescindere. Probabilmente c’è un tema di credibilità sui processi di selezione. Più andiamo verso una scelta meritocratica e di stop ai fondi a pioggia, più si deve fare selezione”.

Bonisoli poi si sofferma sulla sua “prima esperienza” da dipendente pubblico. “Quello che percepisco –dice – è una sorta di abbacchiamento dei colleghi. Come se lavorare nel privato fosse meglio per definizione.  Per cui se attraverso l’esempio, il dialogo e l’azione politica riuscissimo a dare l’uno per cento in più di autostima a chi lavora nella macchina dello Stato, faremmo una gran bella cosa”.

MUSEI

“Le domeniche gratuite rimarranno ad agosto e a settembre, a ottobre non lo so e da novembre vedremo. Sono un evento che ha aiutato a richiamare l’attenzione sui musei, sono aumentati i turisti, prendiamole come punto di partenza. Un capitolo a parte merita la moda: non ha visibilità se non attraverso fondazioni private. E’ ridicolo che esista un museo in Francia, in Inghilterra e in futuro in Russia e in Cina, ma non ce ne abbiamo uno in Italia”.

SPETTACOLO DAL VIVO

“Servono più soldi, bisogna rivedere gli algoritmi e c’è un po’ di normativa da mettere a punto”.

FONDAZIONI LIRICO-SINFONICHE

“Sono un patrimonio del Paese ma dobbiamo essere consapevoli che non saranno mai finanziariamente autosufficienti. Dobbiamo dare loro credibilità, supporto e scommettere sul loro futuro. Ci sono delle accortezze a livello di governance che vanno affrontate per metterle in sicurezza. Il supporto dello Stato deve essere programmabile, i buchi finanziari nei loro bilanci devono essere l’eccezione e non la regola. E dobbiamo valutare ogni situazione che è diversa caso per caso. Quella sulle fondazioni lirico-sinfoniche è una scommessa importante perché l’Italia su questo aspetto è molto visibile all’estero”.

AUDIOVISIVO

“E’ un settore che si trasforma molto velocemente, il rischio è che l’industria italiana resti spiazzata. Una soluzione non la conosco però so che il problema va posto perché bisogna dare una risposta a queste sfide. E’ un tema da affrontare seriamente perché il futuro non aspetta”.

SIAE

“C’è una evoluzione in atto, bisogna aiutare i soggetti a trovare armonia per il futuro”.

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