bonus culturaIl ministero dei Beni culturali intende predisporre un programma strutturale per la promozione del consumo culturale, che associ progetti di diffusione della cultura nelle scuole, con incentivi agli acquisti di prodotti e servizi, a partire dal 2020. Lo ha reso noto il numero uno del Collegio Romano, Alberto Bonisoli, rispondendo a due interrogazioni dei senatori Pd Simona Flavia Malpezzi e Roberto Rampi, che avevano per oggetto il bonus cultura ai diciottenni.

“Alcuni numeri, per capire di cosa stiamo parlando. Nel primo anno di vita, il 2016, il ministero ha trasferito alla Consap 165.000.000 di euro a fronte di copertura finanziaria che per ogni anno è di 290 milioni di euro. Il che vuol dire che in un anno non abbiamo utilizzato 125 milioni di euro e personalmente penso che questa sia una grave mancanza di utilizzo di risorse pubbliche. Per il 2017 sono già stati trasferiti 100 milioni di euro ma il dato è ancora parziale e nonostante questo mi aspetto che gran parte delle somme accantonate non saranno spese”.
“Come sono stati spesi questi soldi? Per il 2017. Il 65,23%, cioè quasi i due terzi, è stato usato per acquistare libri, il 12,42 in musica registrata, il 10,45 in concerti, l’8,72 per cinema e quote molto più basse, tra lo 0,4 e il 2% per eventi culturali, formazione, teatro e danza e visite a musei, parchi naturali e aree archeologiche”.

“Senza vis polemica – prosegue il ministro nella sua risposta – volevo ricordare che la possibilità di acquistare libri non era prevista originariamente nel disegno di legge ma è stata permessa da un emendamento del M5s, primo firmatario l’attuale sottosegretario del ministero dei Beni culturali Gianluca Vacca, che prevedeva l’estensione dell’acquisto di libri che originariamente non era previsto. Senza l’emendamento del Movimento 5 Stelle due terzi del bonus cultura non sarebbe stato speso”.
“Rimangono le perplessità riguardo al bonus cultura. Non ha nulla di strutturale. Non prevede alcuna misura premiale, né tiene conto delle diverse situazioni economiche delle famiglie. Per questo motivo è intendimento di questo Ministero predisporre un programma strutturale per la promozione del consumo culturale, che associ progetti di diffusione della cultura nelle scuole, con incentivi agli acquisti di prodotti e servizi, a partire dal 2020.
“Il Bonus cultura verrà rimodulato e corretto in modo da pianificare misure a lungo termine tali da stimolare la ricerca di cultura fra i giovani, non solo i diciottenni, ed evitare le distorsioni verificatesi nel passato”.
“Alla predisposizione delle necessarie modifiche, provvederà un’apposita commissione di esperti che, partendo dall’analisi di come i fondi sono stati utilizzati e dopo aver recepito le esigenze di tutte le persone e io soggetti coinvolte, individuerà i correttivi indispensabili per assicurare al bonus cultura un ruolo fondamentale nello sviluppo della cultura tra i giovani”, ha concluso Bonisoli.​

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