Camera deputati BonisoliEsordio al question time della Camera per il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli. Dopo aver illustrato ieri le linee programmatiche alle Commissioni Cultura riunite di Camera e Senato, oggi è la volta dell’Aula di Montecitorio. Il ministro risponderà a interrogazioni sulle iniziative per la valorizzazione del patrimonio culturale italiano, con particolare riferimento alla promozione di un piano straordinario di assunzioni in relazione alle necessità del settore e sugli elementi in merito al trasferimento di risorse tra dicasteri in relazione al previsto riordino delle competenze in materia di turismo.

L’INTERROGAZIONE DEL MOVIMENTO 5 STELLE

L’interrogazione a risposta immediata presentata dal Movimento 5 Stelle al ministro dei Beni culturali (a prima firma del capogruppo in VII Alessandra Carbonaro) chiede se e come il governo “intenda intervenire con politiche di valorizzazione dell’immenso patrimonio culturale italiano, promuovendo un piano straordinario di assunzioni di personale che risponda efficacemente alle necessità esposte”. Gli interroganti citano la ‘Mappa dell’abbandono dei luoghi culturali’ realizzata dalla Commissione Cultura del Senato nella passata legislatura, “nelle cui risultanze si è sottolineato come la fruibilità dei luoghi di cultura debba essere supportata da adeguati finanziamenti volti a favorire l’apertura e l’usabilità dei luoghi, sia dal punto di vista strutturale che logistico”.

Citano poi il ‘Decreto Colosseo’ che ha determinato che “l’apertura al pubblico dei luoghi della cultura costituisce un servizio pubblico essenziale”. Infine, si fa riferimento agli episodi di Ercolano e Pompei quando a Natale 2014 e Capodanno 2015, a causa della carenza di personale di vigilanza, i cancelli sono rimasti chiusi a turisti italiani e stranieri. Pertanto, concludono gli interroganti, “l’esempio di Ercolano e Pompei evidenzia la criticità della situazione che da tempo ormai grava sui siti e sui luoghi di cultura, bisognosi di personale che ne garantisca non solo l’apertura ma anche la fruibilità”.

L’INTERROGAZIONE DEL PD

L’interrogazione presentata al ministro Bonisoli dal Partito democratico (prima firmataria la capogruppo in commissione Anna Ascani) chiede conto del trasferimento delle competenze sul turismo dal Mibac al ministero delle Politiche Agricole e (ora) del Turismo. In particolare, il gruppo del Pd chiede “quale sia la reale entità delle risorse che saranno trasferite da un Ministero all’altro e con quali risorse il Ministro interrogato intenda assicurare che si proseguano le importanti azioni di valorizzazione del patrimonio culturale in collegamento con il turismo intraprese dal 2014”.

Nell’interrogazione a risposta immediata si ricorda come “nel 2017, grazie alle misure promosse dal 2014, con il cosiddetto decreto-legge «Art bonus», a oggi, le strutture ricettive italiane hanno registrato il record di 122 milioni di arrivi e oltre 427 milioni di presenze totali (Istat) e la spesa dei turisti stranieri è aumentata del 7,2 per cento”. Secondo il Pd, “questo importante rilancio del turismo è stato ottenuto anche tramite azioni di valorizzazione del patrimonio culturale, come confermano le previsioni del piano strategico del turismo 2017-2022, la celebrazione dell’anno dei borghi e dell’anno dei cammini o lo stanziamento, con delibera del Cipe del 1° maggio 2016, di 1 miliardo di euro del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2014-2020 al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per il piano ‘Turismo e cultura’”. il decreto di trasferimento di competenze da un ministero a un altro prevede il trasferimento al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali di tutte le risorse umane, finanziarie e strumentali impiegate a vario titolo dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per il turismo, “con evidente indebolimento dell’amministrazione del patrimonio culturale”.

Per gli interroganti si tratta di “una scelta infelice”. Rompere l’integrazione organizzativa tra politiche del turismo e quelle della cultura “appare irragionevole perché mira esclusivamente a potenziare uno specifico dicastero diverso dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, per di più meno legato al turismo di altri, quale per esempio il Ministero dello sviluppo economico, a cui innanzitutto spetterebbero le funzioni di promozione del made in Italy”.

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