Mibac Bonisoli cultura sistema museale nazionaleLo stanziamento complessivo da Legge di bilancio 2018 relativo al turismo ammonta ad oltre 46,5 milioni di euro (46.763.624). Da questa somma vanno sottratti 2,5 milioni di euro destinati alla Scuola dei Beni e delle attività culturali (che resta al Ministero dei Beni culturali) e altri 760 mila per altri progetti destinati alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale. Il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli ha risposto alla Camera a un’interrogazione del Partito democratico (prima firma Anna Ascani) illustrata in Aula da Flavia Piccoli Nardelli che chiedeva conto del trasferimento delle competenze sul turismo dal Mibac al ministero delle Politiche Agricole e (ora) del Turismo. In particolare, il gruppo del Pd chiedeva “quale sia la reale entità delle risorse che saranno trasferite da un Ministero all’altro e con quali risorse il Ministro interrogato intenda assicurare che si proseguano le importanti azioni di valorizzazione del patrimonio culturale in collegamento con il turismo intraprese dal 2014”.

LE RISORSE UMANE

Il decreto del Presidente del Consiglio, ha spiegato Bonisoli, trasferisce le funzioni in materia di turismo al Ministero delle Politiche agricole “al fine di promuovere e valorizzare il turismo italiano anche attraverso i prodotti agroalimentari e il loro legame col territorio. Il Made in Italy costituisce infatti un patrimonio unico e rappresenta un eccezionale volano di sviluppo”. Oltre alla dotazione finanziaria il provvedimento stabilisce che vengano trasferite al medesimo ministero “le risorse umane della Direzione Generale Turismo: le risorse che saranno individuate con apposito decreto includono il personale di ruolo e il personale a tempo determinato entro i limiti dei contratti in essere”. Ulteriori risorse saranno individuate successivamente di concerto fra la Presidenza del Consiglio e gli altri ministeri interessati.

LA REPLICA DI ASCANI

Pronta le replica della capogruppo del Pd in commissione Cultura, Anna Ascani, che si è dichiarata “assolutamente non soddisfatta” della risposta del ministro. “Nel contratto di governo avevate previsto un ministero ad hoc che era l’unica alternativa a lasciare in seno al Mibac la delega del turismo. Il turismo è un settore cruciale per questo paese e grazie all’attività di questi 5 anni è notevolmente cresciuto. Spostarlo solo perché il titolare delle Politiche agricole lo invoca essendo un tour operator è imbarazzante”. Per la Ascani è “assurdo piegare un settore che oggi vale il 12% del Pil alle esigenze strumentali dei singoli ministri. Spero – conclude la deputata dem – che lei in futuro possa far valere sua autorevolezza e la forza del ministero dei Beni culturali affinché il turismo e la cultura restino, come devono essere, strettamente connesse. Ne va dell’economia e dello sviluppo di questo Paese”.

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